venerdì 15 aprile 2011
8 APRILE: le brigate arrivano a Lampedusa
Con lo sbarco di 600 Eritrei inizia il primo giorno di lavoro della Brigata di Solidarietà Attiva. Durante l’operazione di sbarco l’imponente dispiegamento delle Forze dell’ordine ha limitato l’accesso a giornalisti e volontari al molo. La nostra azione si è dovuta limitare ad una documentazione fotografica in quanto il cordone delle Forze dell’ordine ha impossibilitato qualsiasi contatto tra noi e i migranti. E’ apparso chiaro come il lungo viaggio abbia duramente provato le condizioni di un gran numero dei migranti, per lo più donne e bambini. Dopo due mesi di sbarchi, rimane ancora forte la sensibilità e la solidarietà della popolazione dell’isola nei confronti di chi vive la lontananza della propria terra di origine. Oggi arriva Berlusconi...
sabato 9 aprile 2011
Honduras:Il regime vuole criminalizzare e disarticolare la protesta
Organizzazioni sociali si dichiarano impotenti di fronte a tanta violenza
Repressione in Honduras (Foto FNRP)
La repressione scatenata durante le ultime due settimane contro gli insegnanti honduregni non è stata solo generalizzata, ma ha avuto anche un forte grado di selettività che si è manifestata attraverso ripetuti e sistematici attacchi alle organizzazioni sociali.
“Ci troviamo di fronte a una strategia criminale che da una parte reprime in modo generalizzato nelle strade, mentre dall’altro attacca in modo selettivo le organizzazioni sociali e le persone che ne fanno parte", ha detto la coordinatrice del Comitato dei familiari dei detenuti scomparsi in Honduras (Cofadeh), Bertha Oliva.
Lo scorso 30 marzo, la sede di Tegucigalpa del Sindacato dei lavoratori dell'industria delle bevande e simili, Stibys, è stata violentemente attaccata con bombe lacrimogene. Durante le prime ore del giorno successivo, sconosciuti hanno lanciato una pioggia di pietre contro le auto stazionate nel parcheggio dello Stibys.
“I poliziotti hanno iniziato a lanciare bombe lacrimogene e la gente si è dispersa. Molte persone hanno cercato rifugio nella nostra sede. Tutto l'edificio si è riempito di gas e molte persone hanno iniziato a stare male. Ho sentito che stavo soffocando e che la mia vita era in pericolo. Ciò che hanno fatto è un'assurdità”, ha ricordato Yolanda López, segretaria della sede centrale dello Stibys.
Dal colpo di Stato, le sedi dello Stibys e molti dei suoi membri hanno subito ripetuti attacchi.
“Abbiamo subito una persecuzione permanente. I corpi repressivi dello Stato e i gruppi paramilitari ci hanno attaccato con ordigni esplosivi, colpi di arma da fuoco, bombe lacrimogene e lancio di pietre. I nostri dirigenti hanno subito persecuzione e attentati. Lo stesso è accaduto a molte altre organizzazioni sociali e sindacali apertamente schierate contro il colpo di Stato.
Vogliono intimorirci e sfiancarci. La responsabilità di questa persecuzione e di ciò che accade nel paese è di Porfirio Lobo, dell'oligarchia nazionale e degli Stati Uniti”, ha detto il vicepresidente dello Stibys, Porfirio Ponce.
Commissione Vera sotto attacco
Durante l'ultima settimana, la Commissione Vera (CdV), entità creata per accertare le violazioni ai diritti umani commesse prima, durante e dopo il colpo di Stato e individuarne i responsabili materiali e intellettuali, ha subito quattro attacchi.
“Hanno lanciato un ordigno esplosivo sul tetto del nostro ufficio a San Pedro Sula e hanno lanciato pietre contro le finestre dell'ufficio nella capitale. Le persone che stanno raccogliendo le testimonianze nella città di Tela hanno inoltre subito gesti d’intimidazione da parte di militari”, ha detto Thomas Loudon, segretario esecutivo della Commissione Vera.
Ancora più grave è stato l'attacco portato da sei poliziotti in borghese contro Eddy Guifarro, membro della CdV.
“Mi hanno attaccato mentre ero in un taxi. Erano tutto armati e mi hanno puntato le pistole alla testa e al petto. Poi hanno iniziato a colpirmi sulla testa con il calcio delle pistole, ma per fortuna sono riuscito a scendere dal taxi.
Durante la violenta colluttazione sono riuscito a divincolarmi e a scappare. Mentre correvo, hanno esploso almeno dieci colpi. Non c’è dubbio che volessero sequestrami e chissà cosa sarebbe successo” ha detto Guifarro alla Lista Informativa.
In questo momento, il membro della CdV si sta riprendendo dalle gravi lesioni subite all’udito e alla testa ed è costretto a vivere in clandestinità per timore di nuovi attacchi. Ha comunque dichiarato di non essere disposto ad abbandonare la lotta per un vero cambiamento nel paese.
“Oggi più che mai sono convinto che ciò che sto facendo è giusto. In Honduras sono necessari profondi cambiamenti e raggiungeremo quest’obiettivo, costi quel che costi”, ha affermato Guifarro.
Gravi attentati contro lo Stibys, le radio comunitarie, minacce, sequestri - come la detenzione illegale di maestri e della dirigente garífuna Miriam Miranda - sono solo alcuni esempi della repressione selettiva che si è scatenata in Honduras.
Di fronte a questa situazione, la Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, ha espresso in un comunicato stampa la sua preoccupazione per “le continue violazioni ai diritti umani in Honduras” e per “l’uso sproporzionato della forza pubblica per reprimere le manifestazioni, per la mancanza d’indipendenza del potere giudiziario e per la situazione dei difensori dei diritti umani”.
“Tutti questi fatti non sono casi isolati, ma parte di una strategia del terrore. Ci troviamo di fronte a un progetto di criminalizzazione della protesta sociale e a un progetto di morte. Vogliono disarticolarci con attacchi che implicano un alto grado di cinismo e impunità”, ha concluso Bertha Oliva.
© (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua www.itanica.org )
giovedì 7 aprile 2011
BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA TOSCANA Comunicato
La brigata di solidarietà attiva Toscana chiede l’accoglienza immediata dei migranti in arrivo da Lampedusa. Riteniamo che accoglienza significhi centri aperti gestiti sì da enti pubblici, ma nella massima trasparenza e nel rispetto dei diritti; centri in cui le persone possano trovare servizi quali scuole di italiano, sportelli legali e sanitari che costituiscano tramite e contatto tra i migranti e il territorio. Poiché in Toscana sono già presenti associazioni che da anni lavorano a fianco dei migranti, riteniamo che queste siano il soggetto migliore per gestire questi servizi per capacità, strumenti pratici, rapporti umani e di fiducia e debbano quindi avere libero accesso ai centri. Crediamo che solo in questo modo si possano superare le posizioni razziste cui abbiamo assistito in questi giorni. Perché avvenga un reale scambio è necessario che i migranti siano liberi di circolare sul territorio. Senza la lotta per l’approvazione del decreto governativo di concessione del permesso di protezione temporanea è impossibile realizzare una vera accoglienza, come impossibile sarebbe pensare ad una vera accoglienza senza che i centri individuati per tale scopo, smettano di essere militarizzati e con accessi esterni deliberati dal prefetto .
Il non riconoscimento giuridico e il mancato inserimento nella rete territoriale dei servizi provoca precarietà, isolamento e ricattabilità fomentando forme di razzismo sempre più evidenti e diffuse.
Chiediamo che la Regione Toscana faccia propria la battaglia per l’approvazione del decreto e per l’apertura di centri di accoglienza con le caratteristiche indicate precedentemente affinché dia praticamente seguito al progetto di accoglienza proposto da Rossi.
Un centro che non permette la libera circolazione dei cittadini stranieri, in cui non sia possibile accedere ai principali servizi (peraltro già forniti dal territorio agli altri migranti), in cui le persone sono costrette a risiedere in mancanza di un permesso di soggiorno, non è niente di diverso dalla limitazione della libertà personale, spersonalizzazione ed emarginazione dalla società cui già assistiamo nei CIE presenti in altre regioni italiane.
Non vorremmo che la Regione Toscana si metta a giocare sull’ambiguità giuridica di questi centri come già successo a Manduria.
mercoledì 6 aprile 2011
Nasce oggi la B.S.A. TRAPANI
Con un certo stupore,mi trovo a dare il benvenuto alla BSA Trapani che nasce oggi 05/04/2011!
Che dire di passi ne abbiamo fatti,se pensiamo a quel tragico evento di L'Aquila,che ci diede vita e assieme ad essa anche la voglia di ritrovare un sentimento comune nelle pratiche di lavoro.
Dal basso come sempre da quel giorno in poi abbiamo fatto in modo che nessuna lotta e nessun tipo di legge truffa avesse più largo spazio d'azione,con vari inetrventi dalla Frattini Bergamo,Eutelia Roma,passando attraverso le varie esperienze nei territori,Toscana col movimento lotta per la casa,centri sociali in lotta contro la speculazione edilizia,Padova durante l'alluvione,le battaglie sui tetti,Nardò che ha visto la nascita della BSA Salento e così via a oggi con Trapani che nasce proprio dall'esigenza di fare veramente luce sui fatti di Lampedusa,non abbandonando quell'idea comune a tutti i territori della lotta dura contro i CIE e ad ogni forma di razzismo!
Che dire di più sono orgoglioso e fiero di questa nostra esperienza che dall'anno scorso a quest'anno ci ha visto espandersi da 5 BSA locali alle 15 attuali con altre 3 in corso di formazione.
Avanti Brigate con il nostro modo semplice e replicabile,dal basso nelle pratiche e la conferma del motto prima fare e poi parlare,fuori da ogni palazzo istituzionale,dentro la dinamica dell'associazionismo,ma non dell'assitenzialismo,creiamo una base solida per una società aperta e autorganizzata!
"Il delitto più grande è abbandonare luoghi come il Salento o il sud Italia in generale,che del paradiso ne han le caratteristiche più visibili,per vivere una vita in luoghi,dove la bella vita è caratterizzata in città grigie e perennemente conformi alla loro origine di sfruttamento"
GIULIANO CIAPETTI discorso a Maglie Agosto 2010.
Che dire di passi ne abbiamo fatti,se pensiamo a quel tragico evento di L'Aquila,che ci diede vita e assieme ad essa anche la voglia di ritrovare un sentimento comune nelle pratiche di lavoro.
Dal basso come sempre da quel giorno in poi abbiamo fatto in modo che nessuna lotta e nessun tipo di legge truffa avesse più largo spazio d'azione,con vari inetrventi dalla Frattini Bergamo,Eutelia Roma,passando attraverso le varie esperienze nei territori,Toscana col movimento lotta per la casa,centri sociali in lotta contro la speculazione edilizia,Padova durante l'alluvione,le battaglie sui tetti,Nardò che ha visto la nascita della BSA Salento e così via a oggi con Trapani che nasce proprio dall'esigenza di fare veramente luce sui fatti di Lampedusa,non abbandonando quell'idea comune a tutti i territori della lotta dura contro i CIE e ad ogni forma di razzismo!
Che dire di più sono orgoglioso e fiero di questa nostra esperienza che dall'anno scorso a quest'anno ci ha visto espandersi da 5 BSA locali alle 15 attuali con altre 3 in corso di formazione.
Avanti Brigate con il nostro modo semplice e replicabile,dal basso nelle pratiche e la conferma del motto prima fare e poi parlare,fuori da ogni palazzo istituzionale,dentro la dinamica dell'associazionismo,ma non dell'assitenzialismo,creiamo una base solida per una società aperta e autorganizzata!
"Il delitto più grande è abbandonare luoghi come il Salento o il sud Italia in generale,che del paradiso ne han le caratteristiche più visibili,per vivere una vita in luoghi,dove la bella vita è caratterizzata in città grigie e perennemente conformi alla loro origine di sfruttamento"
GIULIANO CIAPETTI discorso a Maglie Agosto 2010.
lunedì 4 aprile 2011
Solidarietà e lotta!
In questi giorni di sbarchi nelle coste lampedusane,vediamo il rincorrrersi di notizie più o meno attendibili,sulla provenienza dei migranti,della loro permanenza e soprattutto del loro destino incerto.
Ci soffermiamo un attimo sulla loro permanenza,appare a tutt* ormai un vero e proprio strumento politico,per dibattiti demagogici,soliti IBAN nati come i funghi dopo le tempeste primaverili e soprattutto il chiaro e emblematico messaggio della divisione fra clandestini,rifugiati e richiedenti asilo.
Per i primi l'unico destino possibile appare il rimpatrio,per i secondi si affaccia l'ipotesi dell'affidamento alle associazioni in attesa di documenti validi per la permanenza e per i terzi,l'agonia potrebbe non finire mai,grazie alla legge d'esclusione classista Bossi-Fini.
Le Brigate di Solidarietà Attiva,sono chiamate ad un super lavoro,non dovendo solo guardare al fronte dell'accoglienza e/o dell'assistenza,ma come la nostra natura comanda,cerchiamo di contrapporci lottando contro leggi e ipocrisie di stato,cercando di entrare laddove non ci è consentito,assistendo chi è bisognoso e creando comunicazione fra chi arriva e chi riceve,tale da poter essere il collante per una società realmente cosmopolita e unita nel fronte dei diritti umani.
Così saremo a Lampedusa,come a Manduria,Ventimiglia e in tutti i territori dove con la scusa dell'accoglienza si creano situazioni militarizzate,così da non far trapelare l'indecenza che vi si consuma al loro interno,insomma si costruiscono dei CIE a basso costo,senza informazione verso l'esterno,in modo tale da poter accantonare il problema,come è tristemente noto a Napoli e la sua spazzatura,L'Aquila e le sue macerie le guerre in appoggio alla NATO e così con la situazione di Lampedusa,dove pare impossibile gestire un così piccolo numero di persone disperate.
Ci stiamo attivando per reperire generi di prima necessità e/o fondi per la gestione dei campi odierni e quelli che verranno:
ALIMENTARI :cibi in scatola (legumi-tonno etc...) biscotti,latte a lunga conservazione
IGIENE PERSONALE:saponette,spazzolini,shampoo,dentifrici,bagnoschiuma
VESTIARIO:sacchi a pelo,asciugamani,magliette,mutande,calze,etc.
VESTIARIO:sacchi a pelo,asciugamani,magliette,mutande,calze,etc.
La popolazione di Lampedusa ci insegna l'umanità e la BSA accompagna questo sentimento,dimostrando che uniti possiamo cambiare,divisi possiamo solo obbedire!
FEDERAZIONE NAZIONALE BRIGATE DI SOLIDARIETA' ATTIVA
MANDURIA : Liberté Liberté Liberté
Dal blog delle BSA Salento:
Cari amici e compagni , siamo appena tornati da Manduria dal campo dei rifugiati , la situazione è drammatica , ci siamo presentati come associazione B.S.A. non ci hanno fatto entrare , la zona è militarizzata , poliziotti da tutte le parti in tenuta civile , vige il coprifuoco eravamo controllati a distanza , ci guardavamo alle spalle prima di parlare tra di noi , perché i poliziotti in borghese ci spiavano per ascoltarci .
Nel campo non può entrare nessuno , nemmeno i giornalisti , i giornalisti Rai ci chiedevano se conoscevamo la situazione all’interno , sconcertati quanto noi , non riuscivano a capire qual’era il motivo per cui bloccavano tutta l’informazione , la stessa situazione dell’Abruzzo , informazione negata ! Siamo riusciti a prendere un contatto con Mouhmed Karray , un ragazzo tunisino che mi ha commosso profondamente , attraverso lui abbiamo avuto le prime informazioni , all’interno del campo non c’è nessun tipo di informazioni , ci sono pochissime docce e l’acqua fredda , manca materiale per l’igiene lamette da barba comprese , vestiario , scarpe , magliette ,pantaloni ecc… e generi alimentari .
Nel pomeriggio un centinaio di profughi sono riusciti ad uscire fuori dal campo , al grido LIBERTE’… LIBERTE’… LIBERTE’ !!! Hanno varcato il cancello e si sono dati a tutto campo in pasto ai giornalisti , raccontando loro tutto il loro disagio all’interno del campo , c’è chi aveva dei parenti in Italia , chi in Francia, tutti avevano una storia drammatica da raccontare e far conoscere al mondo , impauriti della loro sorte .
Ci siamo senti impotenti davanti a tanta disumanità , l’unica cosa che abbiamo potuto fare , dare conforto e speranza .
BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA SALENTO
COMUNICATO BRIGATE DI SOLIDARIETA' LAZIO
In questo quadro il Governo interviene per annunciare al paese intero un altro miracolo berlusconiano: gli sbarchi si arresteranno, l’isola di Lampedusa entro breve sarà liberata dagli immigrati, sarà rilanciata la sua economia, e il premier, bontà sua, contribuirà a tale rilancio con l’acquisto di una residenza proprio nell’isola.
E i migranti che da giorni giacciono ammassati in condizioni inumane sul porto di Lampedusa? Trasferiti come fossero pacchi in tendopoli in vari siti del paese, centri di accoglienza per richiedenti asilo, ma anche veri e proprio CIE improvvisati, con l’obbiettivo di rimpatriarne il più possibile.
Non basterà pulire il porto di Lampedusa e tinteggiare le facciate dei suoi edifici come promesso per bloccare l’emergenza, perché l’emergenza riguarda uomini e donne che raggiungono il nostro paese sfuggendo guerre e miseria. Come Brigate di Solidarietà Attiva abbiamo avviato una raccolta di materiale di prima necessità (sacchi a pelo, materiale per igiene personale..) e di fondi che porteremo a Lampedusa, dove saremo impegnati nelle prossime settimane, a fianco delle associazioni locali presenti, per dare sostegno ai migranti sbarcati sull’isola. Ma saremo attivi anche nei diversi lager dove la politica deciderà di rinchiuderli.
Sostieni con un contributo tramite il nostro conto corrente intestato a:
Brigata di Solidarietà Attiva Lazio COD IBAN IT27I0501803200000000131923
causale: emergenza Lampedusa
(l’elenco dei materiali raccolti/acquistati sarà pubblicato sul sito http:
//www.bsalazio.org/)
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