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giovedì 28 novembre 2013

[BSA PAVIA] raccolta farmaci per la clinica autogestita Hellenikon di Atene

La Brigata di solidarietà Attiva Pavia sostiene l'iniziativa della rete nazionale DONNE NELLA CRISI intitolata "Carovana di solidarietà con la clinica autogestita Hellenikon di Atene".

1. Cosa è la carovana di solidarità con la clinica autogestita Hellenikon di Atene?

Tra ottobre e novembre 2013, una carovana di solidarietà attraverserà l’Italia, passando per 15 città sparse nella penisola, con lo scopo principale di raccogliere medicinali e altri materiali per la clinica autogestita Hellenikon di Atene. Questa grande iniziativa di solidarietà internazionale è stata lanciata e organizzata dalla rete nazionale “Donne nella crisi”.

Sito web: http://www.donnenellacrisi.net/
e-mail: donnenellacrisi@googlegroups.com

2. Gli scopi della carovana sono:

1) raccogliere e convogliare in Grecia i medicinali e le attrezzature mediche di cui la clinica ha urgente bisogno per mandare avanti il lavoro di cura. Hellenikon non accetta soldi, ma per acquistare il suddetto materiale, la campagna di solidarietà promuove la raccolta diretta di denaro;

2) informare la popolazione italiana della drammatica situazione del sistema sanitario in Grecia, ma anche delle alternative che stanno emergendo in quel paese;

3) avviare una lotta collettiva contro i tagli alla sanità pubblica perpetrati dal governo italiano e connessi alle politiche di austerità.

3. Che cosa è la Clinica Comunitaria Metropolitana di Hellinikon?

Questa clinica autogestita fornisce ASSISTENZA MEDICA GRATUITA ai DISOCCUPATI e ai POVERI non coperti dal sistema previdenziale o con salario molto basso. Maggiori informazione le potete trovare qui: http://mkie-foreign.blogspot.gr/

LA RACCOLTA A PAVIA

In occasione del passaggio della Carovana la “Brigata di solidarietà attiva di Pavia” (BSA-PV) sostiene questa iniziativa con la raccolta nel territorio pavese dei farmaci richiesti dalla clinica (vedere "Elenco dei medicinali”) e con la consegna degli stessi alla Carovana in una delle tappe previste del suo percorso.

A CHI CI RIVOLGIAMO?

A tutti coloro che posseggono farmaci NON SCADUTI che non usano più o che ne vogliono donare di nuovi. Preghiamo inoltre le farmaciste e i farmacisti di aiutare i propri clienti nella scelta dei medicinali adatti che si trovano nell'elenco che forniamo.

- - - ATTENZIONE — — —

Per favore, non portateci medicinali scaduti o che stanno per scadere. La clinica non somministra medicinali scaduti ai propri pazienti e riciclare le medicine comporta un ulteriore carico di lavoro.

mercoledì 27 novembre 2013

[ALLUVIONE SARDEGNA] report del 26 novembre 2013



APRIAMO IL REPORT CON DUE RINGRAZIAMENTI:
il primo ai No tav che si sono adoperati per una raccolta fondi per aiutarci

il secondo alla curva Primavera del Torino, che hanno raccolto beni di prima necessità che sono stati recapitati tramite la Brigata di solidarietà attiva Cuneo





Siamo arrivati a Olbia ieri mattina e abbiamo preso contatti al centro della Croce Rossa allestito nella palestra delle scuole medie di via Nanni (prima della zona industriale, a nord del porto). Ci hanno regalato pale e stivali, ci hanno fatto mangiare senza chiedere accrediti né nulla. Una breve chiaccherata in Comune ci ha fatto capire che il Comune stesso e la Protezione civile locale sono molto polemici con la Prociv nazionale che come al solito cala dall'alto e gerarchicamente, nella migliore tradizione militarista, senza coordinarsi coi singoli centri operativi. A queste accuse la Protezione civile nazionale, invece di migliorare l'organizzazione e la collaborazione, sta rispondendo sui giornali accusando la Protezione civile locale di non essersi organizzata a dovere. In mezzo a questo rimpallarsi di responsabilità ci sono gli alluvionati che sanno perfettamente che i magazzini sono pieni, ma non c'è un livello di consapevolezza della situazione sul territorio da parte della protezione civile da capire come effettuare la distribuzione in maniera efficace. Tantochè alcuni si sono autorganizzati, prendendo i materiali dai magazzini e distribuendoli loro stessi: non esiste nessun operatore chiuso dentro un ufficio che possa avere una mappatura delle problematiche chiara come la gente stessa e i volontari che si spostano di casa in casa. Ciò che emerge dalla situazione è un stretto livello di legame di comunità che fa si che la solidarietà sia capillare e che le incapacità delle istituzioni burocratizzate vengano superate con un livello di attivismo e impegno diretto e solidale delle persone, come già abbiamo vi sto in Emilia, dove molte erano le situazioni di campi e magazzini autorganizzati. Il Comune ci ha dato dellemappe, dimostrano comunque buona volontà di collaborazione, e segnalato zone di Olbia ancora critiche, che sono quelle a ridosso del torrente principale e di un altro torrentello che attraversano la città e che sono esondati

lunedì 25 novembre 2013

[EMERGENZA SARDEGNA] Brigate di solidarietà attiva in sostegno alla popolazione alluvionata

stamani è arrivato in Sardegna in 2° gruppo di volontari BSA da livorno con 2 mezzi carichi di coperte, stivali, pale, alimenti a lunga conservazione, ecc.. a presto aggiornamenti! AVANTI BRIGANTI!

***
CONTINUA A LIVORNO LA RACCOLTA Bsa Toscana Livorno PER EMERGENZA IN SARDEGNA: ecco il primo elenco dei materiali che potete portarci ogni giorno all' Ex Caserma Occupata
> ATTREZZATURE PER AIUTARE A PULIRE: pale, vanghe, scope e tira acqua, stivali in gomma, abbigliamento impermeabile e incerate, guanti di gomma e da lavoro, cuffiette e cappelli per il freddo, cassetta attrezzi, palette, rastrelli, ecc..
> MATERIALI DA CAMPO PER IL FREDDO: coperte, cuscini, materassi, lenzuola,asciugamani, federe, brande, sacchi a pelo, piumoni, thermos, fornelletti a gas , candele

giovedì 7 novembre 2013

[BSA TOSCANA]Livorno- perquisizioni e denunce all'Ex Mutua occupata

SABATO 9 NOVEMBRE Manifestazione cittadina
ALLE 17 IN PIAZZA CAVOUR
SOLIDARIETA' E INDIGNAZIONE NON BASTANO!
SCENDI IN PIAZZA LIVORNO!

C'è a Livorno un Pd sull'orlo della crisi di nervi.
La perquisizione avvenuta tre giorni fa all'Ex Mutua Occupata, (struttura in cui vivono 14 famiglie e che ospita un consultorio gratuito, un centro di riuso e riciclo dei materiali e un ostello autogestito)e le 16 conseguenti denunce verso “i soliti noti” dicono un po' questo.

Ci sono alcune realtà autorganizzate a Livorno che il Pd non riesce più a sopportare, tanto il livello di contraddizione in cui, dal basso, i militanti l'hanno spinto.
Ben ci ricordiamo le cariche a freddo alla festa del Pd del dicembre 2012 , poi quelle del giorno dopo in pieno centro a Livorno.
Una sequela infinita di denunce usate per criminalizzare chi combatte tutto lo schifo che il Pd sta facendo a livorno: dai barili tossici in mare, al rigassificatore, all'incapacità di gestire l'emergenza abitativa e non solo.
Ci sentiamo di inserire, checchè ne dica il Pd Livornese che arriva quasi ad esprimere solidarietà agli occupanti, questa perquisizione in un quadro repressivo contro le realtà autorganizzate livornesi, in particolare contro l'Ex Caserma.

giovedì 1 agosto 2013

SENTIERI DI AUTORGANIZZAZIONE: 2 GIORNI BSA AL CAMPEGGIO NO TAV

IL PROGRAMMA

- sabato 10 h.15
Da L'Aquila all'Emilia.
Esperienze d'intervento autorganizzato al dì fuori delle logiche della protezione civile.
- domenica 11 h. 10
La lotta, la pratica alternativa all'assistenzialismo.
Interventi della Rete Campagne in Lotta a fianco dei braccianti a Foggia, Nardò, Rosarno e Saluzzo.
- domenica 11 h. 15
Abusi e repressione: la legge non è uguale per tutti
Presentazione di ACAD [Associazione Contro gli Abusi in Divisa] e proiezione del docufilm "Nei secoli fedele - Il caso di Giuseppe Uva". Saranno ospiti: Italo Di Sabato (Osservatorio Repressione), Lucia Uva (sorella di Giuseppe) e Jessica Ippoliti (compagna di Davide Rosci).

un ringraziamento infinito va al movimento No tav per la disponibilità.

un pensiero solidale va a tutti gli arrestati, a tutte le vittime di fogli di via, ai denunciati

tutti liberi!



IL SITO NO TAV, COL PROGRAMMA DEL CAMPEGGIO E TUTTE LE INFO:
http://www.notav.info/

L'EVENTO FACEBOOK:
https://www.facebook.com/events/680867578593887/

sabato 29 giugno 2013

[BSA TOSCANA] A FIANCO DEI LAVORATORI DELLA LOGISTICA, CONTRO LICENZIAMENTI E REPRESSIONE

link consigliati:
comunicato bsa sulla logistica: 
http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.it/2013/05/lungo-la-filiera-dello-sfruttamento-dai.html

blog della campagna nazionale di boicottaggio "Scarichiamo granarolo":
http://scarichiamogranarolo.noblogs.org/

Negli ultimi mesi si è sviluppata, nel nord Italia ma non solo, la lotta dei facchini nel settore della logistica. Scioperi, picchetti, manifestazioni hanno coinvolto e mobilitato migliaia di lavoratori, in particolare immigrati, rompendo finalmente ogni divisione tra lavoratore immigrato ed italiano e ricevendo una diffusa solidarietà da studenti, centri sociali e organizzazioni sindacali di base. A seguito di queste lotte, alcune anche vincenti con aumenti contrattuali e diminuzione dei carichi di lavoro, stato e padroni stanno mettendo in campo tutti gli strumenti repressivi e preventivi consentiti: cariche, denunce, fogli di via e soprattutto licenziamenti dei lavoratori più attivi.

A Bologna sono stati licenziati 41 lavoratori della Granarolo SpA, colpevoli di aver alzato la testa e scioperato di fronte ad una decurtazione salariale (indebita) del 35% del loro stipendio e di quello dei loro colleghi. La repressione è strumento determinante per il mantenimento dello sfruttamento, in particolare verso chiunque esca dalle logiche della compatibilità e della concertazione.

E’ necessario ed urgente rispondere in maniera collettiva a questi attacchi. Raccogliamo anche a Firenze l’appello del SI Cobas e dell’ADL Cobas, per una mobilitazione in difesa dei 41 operai licenziati in Granarolo e di tutti i lavoratori colpiti dalle misure repressive e per una Cassa di Resistenza che sia di tutela per i lavoratori in lotta.

Saremo presenti sabato 29 giugno presso i cancelli della Granarolo e davanti i supermercati a Firenze. Rilanciamo lo sciopero del settore in programma per le prossime settimane.

SABATO 29 GIUGNO giornata di mobilitazione contro la Granarolo. Dalle ore 6.00 di mattina presidio a Granarolo sotto la sede della Cooperativa, volantinaggi davanti ai supermercati anche a Firenze per denunciare il ruolo di Granarolo ed invitare al boicottaggio dei suoi prodotti;

DOMENICA 30 GIUGNO Incontro con i lavoratori della logistica dell’Emilia – ore 18.00 Parco di Villa Montalvo, Campi Bisenzio;

GIOVEDI’ 11 luglio CENA di finanziamento per la Cassa di Resistenza al Cpa Firenze sud – ore 21.00

Per contribuire alla Cassa di Resistenza, i versamenti possono essere effettuati, indicando la causale “cassa di resistenza”:

• con bollettini postali sul ccp nr. 3046206
• con bonifici sul c/c IBAN IT13N0760101600000003046206
• con vaglia postale


intestati a: Sindacato Intercategoriale Cobas, Via Marco Aurelio 31, 20127 Milano

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale K100 Fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche,
Clash City Workers, Brigate di Solidarietà Attiva

lunedì 29 aprile 2013

[BSA TOSCANA] solidarietà ai compagni e alle compagne dello Spazio Antagonista Newroz


vogliamo esprimere massima solidarietà ai compagni e alle compagne dello Spazio Antagonista Newroz di Pisa, che ieri ha subito un grave attacco incendiario.
E' chiaro che diventa sempre più inviso a molti il lavoro quotidiano di socializzazione, costruzione politica  e conflitto, di costruzione di quei mattoni su cui viene cementata un'esperienza di resistenza alle politiche disumanizzanti del liberismo e dell'austerità.
Che sia mano fascista, che sia mano padronale è sempre il fronte di difesa dello status quo ad avere operato e la migliore risposta dei compagni non poteva che essere una partecipatissima assemblea e un inizio immediato dei lavori di risistemazione dello spazio.

"voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo"

Con i compagni del Newroz
in difesa degli spazi sociali

Brigata di solidarietà attiva Toscana



giovedì 17 gennaio 2013

[BSA TOSCANA-BSA EMILIA] due serate sull'Emilia, perchè non cada il silenzio









SABATO 19 GENNAIO, CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS, CAMPI BISENZIO

-ore 20: cena benefit per il Comitato Sisma.12
PRIMO+CICCIA ALLA BRACE
per prenotazioni cell: 3292451019 email: info@k100fuegos.org
(è necessario prenotare entro venerdì mattina per comprare la ciccia!!!)
offerta minima: 8 euro


ORE 22 DIBATTITO


TERREMOTO EMILIA: cosa è stato, cosa c'è!
Dal terremoto della crisi alla crisi del terremoto.



A qualche mese dal terremoto la situazione in Emilia resta critica: se già la crisi economica aveva colpito duramente la Bassa, il terremoto è stato il colpo di grazia. Fortunatamente c'è chi, tra speculazione, interessi delle banche, disoccupazione, costruzioni mediatiche al limite del fantascientifico e necessità di ricostruire s'è rimboccato le maniche, autorganizzandosi per gestire dal basso la ricostruzione. Sono i Comitati, vigili e agguerriti sulla gestione dell'emergenza terremoto e sul post.

Facciamo il punto con:
Brigata di Solidarietà Attiva Toscana
Comitato Sisma.12-ricostruiamo la Bassa dal basso



a seguire


ORE 23 LIVE (ingresso 2 euro) CON

PUNKISTAN (punk-rock resistente)
The Hot Jokers (speed rock)


http://k100fuegos.org/RESISTENZA/index.php




DOMENICA 20, , CIRCOLO ANARCHICO BERNERI BOLOGNA


@Circolo Anarchico C. Berneri, piazza di porta S. Stefano, 1    
A otto mesi dal terremoto che ha scosso l’Emilia il circolo berneri organizza una giornata di dibattito con le realtà che hanno contribuito a creare nei territori una risposta dal basso, autorganizzata, all’emergenza. Una risposta che è andata radicandosi costruendo reti territoriali di solidarietà diffuse e partecipate. Come Circolo Berneri abbiamo sostenuto queste attività con la campagna “Oltre le scosse” raccogliendo beni di prima necessità e consengandoli poi alla LiberaOfficina che ha offerto uno spazio per raccogliere il materiale e che assieme ad altri terremotati ha dato vita al centro di distribuzione di Concordia sulla Secchia. Una rete diffusa, decentrata e autorganizzata di terremotati e terremotate che, spezzando la logica assistenzialista e paternalista dello stato e delle istituzioni ha saputo sostenersi e sostenere il proprio territorio.
Interverranno alcuni attivisti del centro di distribuzione di Concordia sulla Secchia, alcuni compagni di LiberaOfficina e delle Brigate di Solidarietà Attiva.



giovedì 15 novembre 2012

[BSA TOSCANA E TUSCIA] emergenza alluvione Toscana/Lazio

CONTATTI TUSCIA (provincia di Viterbo)
 338/3608704 o scrivere a: bsatuscia@gmail.com"

CONTATTI TOSCANA:
Bsa Toscana Livorno - * Apo Da Livorno: 3474736623 b.s.a.livorno@live.com - brigatatoscana@autistici.org
Per chi parta da Viareggio (venerdì):  CHIARA GIORGI 3405627256 
Per chi fosse già nella zona di Carrara e dintorni:  DARIO 3348662817


GLI AGGIORNAMENTI DALLA TOSCANA (alta e bassa):
>ZONA MASSA - CARRARA: - SERVONO STIVALI, PALE, SCOPE, GUANTI, ECC..!!! - Aggiornamento 15/11: si sono auto organizzati ma hanno bisogno di una mano, lungo la strada che dalla EATON va verso le colline (direzione frz. di Romagnana), la più colpita nella loro zona, gruppi di ragazze/i e cittadine/i auto-organizzate/i sono al lavoro da subito, sono attivi quasi tutti i cittadini senza ProCiv! ma la situazione lì non è tragica, oggi il comune ha riaperto quasi tutte le strade con i mezzi pesanti, loro si trovano ogni mattina alle 9 alla EX EATON e poi fanno casa per casa.
C'è il problema del fango e dei mobili da sgomberare che, buttati fuori dalle case, rischiano di bloccare alcuni punti di accesso. Sulla strada per Romagnano (fraz. di Massa), dove sono danneggiate e allagate le abitazioni al terreno e le cantine ma tutte hanno luce e gas. C'è da svuotare cantine e spalare e parlare con la gente.. servono pale, stivali, ecc..
Per ora facciamo sentire la nostra solidarietà e diamo una spinta all'auto-organizzazione dal basso.
Non dovrebbero essereci problemi per dormire per i volontari. C'è la casa rossa occupata.

CONTATTI BSA TOSCANA:
Bsa Toscana Livorno - * APO: 3474736623
b.s.a.livorno@live.com - brigatatoscana@autistici.org - c/o Ex Caserma Occupata - via Adriana, 16 - Livorno
PER PARTIRE DA VIAREGGIO: 3405627256 Chiara
********************************************
> ZONA ALBINIA - ORBETELLO (Grosseto):
Aggiornamento 15/11: ancora è difficile strutturare un intervento bsa, i gruppi che partono per Albinia vengono organizzati da un'unita' operativia di crisi.
Servono: stivali di gomma, scope, pale, e acqua naturale che qui non si puo' piu' bere l'acqua dei rubinetti e nei supermercati scarseggia e siamo isolati.
UNITA' DI CRISI: Telefonare al nr 0564 861111 e chiedere della D.ssa ALESANDRA MEI oppure andare direttamente al Palazzetto dello Sport di Orbetello, dove prendono i nominativi e organizzano i gruppi. La situazione si evolve in continuazione. Il posto dove c'e' bisogno e' Albinia (Comune di Orbetello) e le campagne all'interno di Albinia. Per il momento Albinia e' isolata quindi l'unica possibilita' e' raggiungerla insieme a uno di questi gruppi che partono dal palazzetto dello sport.
IL NOSTRO CONTATTO è Elena Monetti : 3470862189 di Orbetello
PER INFO partenze volontari CONTATTARE Bsa Toscana Livorno - * APO: 3474736623



Facciamo sentire la nostra solidarietà e diamo una spinta all'auto-organizzazione dal basso.

BSA TOSCANA


La Brigata di Solidarietà Attiva della Tuscia si è mobilitata nelle zone colpite dagli alluvioni e dagli straripamenti dei fiumi, che in queste ore hanno colpito la zona centrale dell'Italia.
Oltre l'abbondante pioggia caduta tra sabato e lunedi scorsi, la situazione nel basso viterbese è stata gravata dall'apertura delle dighe di Corbara e Attigliano, che hanno riversato nel Tevere una violenta portata d'acqua e detriti. Nel giro di poche ore, tutta la zona della Teverina ha subito lo straripamento del fiume, in particolare a Orte, l'inondazione è arrivata fino ad un metro e mezzo all'interno delle case, dei negozi e distruggendo l'agricoltura limitrofa.
Da sempre Orte paga la sua vicinanza a Roma. Da sempre si preferisce far defluire lo straripamento del Tevere a Orte per scongiurare uno straripamento a Roma.
La superficialità con cui si permette di costruire a ridosso dei margini del fiume, la vediamo in tutta la potenza dell'acqua che si riprende il suo spazio.
Abbiamo aspettato che le operazioni di soccorso fossero finite, per non intralciare le operazioni dei Vigili del Fuoco e per avere un quadro chiaro della situazione.
Già oggi  gruppi di lavoro si stanno dando il cambio per sostenere la popolazione locale.
Nei prossimi giorni saremo presenti nella zona a nord del viterbese, per poter essere presenti anche a Montalto di Castro, dove anche il fiume Flora ha straripato e dove pare ci sia una situazione ancora peggiore. Come per l'alluvione in Liguria esattamente un anno fa, la Brigata di Solidarietà Attiva della Tuscia fa appello a coloro che vogliono portare il proprio contributo, ma soprattutto raggiungere le zone colpite dalle inondazioni, al fine di far riprendere le attività e la quotidianità alle persone coinvolte.
Il nostro intervento mira a non ostacolare le azioni di aiuto, ma a ripristinare la normalità.
Certi che il nostro territorio va tutelato e difeso, auspichiamo una veloce mobilitazione della popolazione non colpita, che possa portare un aiuto tra pari nell'emergenza.
Tutti coloro che sono interessati, possono contattarci ai numeri : 338/3608704 o scrivere a : bsatuscia@gmail.com



BSA TUSCIA

giovedì 8 novembre 2012

[BSA NAZIONALE] al fianco dei terremotati emiliani: giù le mani dalle nostre case! 100% per la ricostruzione!


aderiamo convintamente, e saremo parte attiva nella costruzione, del Corteo chiamato dal Comitato Sisma.12 e dal Comitato Popolare Mirandolese, contro le tragiche politiche di Governo e Regione Emilia, Errani,Pd e Monti, nella gestione della tragedia terremoto.

A fianco della gente, contro la speculazione, contro il profitto, vicini all'autorganizzazione!

BRIGATE DI SOLIDARIETA' ATTIVA









































qui il link al blog del comitato sisma.12:
http://sismapuntododici.blogspot.it/2012/11/giu-le-mani-dalle-nostre-case-100-per.html

lunedì 5 novembre 2012

[BSA NAZIONALE] solidarietà e autorganizzazione: bollettino dal sisma n°11


Lunedì 5 Novembre 2012

A 5 mesi dal sisma di Maggio, l'intervento delle BSA in Emilia sta volgendo al termine.
Report dal Campo Base di Forcello (S. Possidonio, MO): A che punto siamo? Cosa lasciamo sul territorio?

La prima notizia che ci preme comunicare è la data di fine intervento: il 25 novembre sarà l'ultimo giorno di presenza costante delle BSA in Emilia. Il motivo è presto detto: il 24 Novembre sarà la data del primo corteo locale organizzato dal Comitato sisma.12 e dal Comitato popolare mirandolese. Stiamo costruendo la piattaforma e identificando un luogo dove chiamare un presidio, per poi valutare, in base alle presenze, il percorso da seguire. Il luogo sarà sicuramente Mirandola, una delle città più grandi e centrali rispetto al resto dei comuni del Cratere, nonché una delle più colpite dal sisma.

STAFFETTE/MAGAZZINO: sono state drasticamente ridotte le staffette, anche se molte famiglie sono ancora in difficoltà. Il magazzino è ormai semivuoto, le raccolte materiali funzionano sempre meno: tramite il Sisma.12 stiamo raccogliendo materiali dai magazzini della Protezione Civile, ancora pieni di beni che però non vengono più distribuiti. Ci stanno aiutando molto anche i ragazzi della Scintilla, centro sociale anarchico di Modena. Stiamo cercando di unire i magazzini con il Comitato popolare Mirandolese e il C.S. Guernica di Modena: il comune di Mirandola dovrebbe autorizzare l’installazione di una casetta come sede del comitato da adibire anche a magazzino. Se riusciremo ad organizzare il tutto dal 10 al 15 Novembre porteremo là i materiali svuotando il magazzino nostro e collaboreremo nella gestione fino alla fine dell'intervento: al di là della soluzione pratica, ci sembra un'ottima soluzione politica per dare continuità alla pratica delle staffette e per realizzare davvero l'autorganizzazione, lasciando tutto in mano agli “autoctoni”.

COMITATO: Mina, l'architetto che si sta occupando del progetto di autocostruzione, ha finito di scrivere l’ultima versione che trovate sul sito del Comitato (http://www.scribd.com/doc/108961926/Con-Le-Radici-Nella-Terra). Abbiamo individuato 4 famiglie già iinteressate, in settimana andremo a parlare con altri 3 nuclei che seguiamo con le staffette per capire se può essergli utile aderire. Si tratta di un progetto di autocostruzione di moduli abitativi temporanei a basso costo ed ecocompatibili. Ci pare un progettino di forte impatto politico e magari utile economicamente visto che i mattoni che recuperiamo, fatti a mano e pieni, cioè non bucati come quelli moderni, si vendono anche a 3 euro l'uno. Siamo a quota 250 mattoni recuperati.

CAMPAGNA 100%: come Comitato Sisma.12 s'è deciso di avviare una campagna nazionale che rivendichi il 100% di indennizzo per la ricostruzione, non solo per l'Emilia ma anche per ogni futuro disastro naturale; si chiederà inoltre partecipazione e trasparenza, nonché di attivare meccanismi di lotta alla speculazione. Appena la Campagna sarà avviata sul territorio faremo di tutto per farla girare nei territori di tutte le BSA.

LAVORO: il punto di rivendicazione sulla lotta alla disoccupazione e per la sicurezza sui luoghi di lavoro è diventato patrimonio del Comitato. Abbiamo condiviso diverse analisi su una serie di tematiche (la costruzione della Cispadana, la lotta “No Gas a Rivara”, il tema del lavoro) che vanno oltre l'autoricostruzione e che quindi danno al Comitato stesso una prospettiva di lotta più a lungo termine e non solo monotematico legato alla ricostruzione. Stiamo lavorando al prossimo video bollettino sul lavoro, con un’intervista di una delegata Fiom della Wam. Abbiamo provato a intercettare i lavoratori Gambro, ma è stato fatto un tale terrorismo psicologico sui lavoratori (ammorbidito solo da vaghe promesse di non delocalizzazione) da averci impedito del tutto la possibilità di trovare qualcuno disposto a raccontare la situazione dell'azienda. Cerchiamo di fare da ponte, con questo, tra il comitato e alcune realtà lavorative in lotta, cercando di coinvolgere anche i Clash City Workers (http://www.clashcityworkers.org/ ): il progetto può andare avanti anche senza di noi visto che già alcuni membri del Comitato ci hanno confermato la loro disponibilità, se passiamo i contatti, per avviare il tutto indipendentemente dalla nostra presenza. Si pensava intanto di costruire una piccola iniziativa sulla riforma Fornero, sulle delocalizzazioni e le lotte di realtà simili.

Per ora è tutto, ci vediamo il 24 Novembre per il corteo!

AVANTI BRIGATE

lunedì 29 ottobre 2012

[BSA NAZIONALE] contro le opere inutili, al fianco della gente

Da poco, per bocca del Comitato contro la costruzione della Cispadana, siamo venuti a conoscenza di questa decisione del commissario Errani:

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2012/4-settembre-2012/macerie-terremoto-saranno-asfalto-cispadana-2111684322662.shtml


Le macerie, dice Errani, saranno usate per l'asfalto della Cispadana.
E' ovvio che condividiamo totalmente l'idea del recupero delle macerie, ma perchè queste devono essere usate per la costruzione della Cispadana? In una regione con  un altissimo livello di disoccupazione, con preventivi di ricostruzione delle case da capogiro e un finanziamento statale virtualmente dell'80%, realmente del 50-60%, che senso ha destinare i materiali recuperabili ad una autostrada?

Insomma il modello di sviluppo del Pd è chiaro, ribadito in Val di Susa, esportato in Emilia: meglio distruggere l'ambiente, meglio sprecare soldi in infrastrutture inutili, secondo un modello sviluppista e produttivista che ha minato costantemente l'ecosistema fino a farci intravedere il tracollo ecologico, che dare una casa alla gente. Errani quindi sceglie le cooperative rosse dei cementificatori e dimentica gli emiliani.

Noi vogliamo rispondere così a questo delirio: abbiamo deciso di avviare un processo di recupero delle macerie, da mettere a disposizione del Comitato per i progetti di autoricostruzione o anche solo da vendere per finanziare la costruzione delle casette in bioedilizia per chi non se lo può permettere.

Lontani dal profitto, vicini alle persone










venerdì 26 ottobre 2012

[BSA NAZIONALE] solidarietà e autorganizzazione: bollettino dal sisma n°10


BOLLETTINO DAL SISMA N°10

Giovedì 25 Ottobre 2012

I campi della Protezione Civile sono ormai stati chiusi in tutti i paesi del Cratere colpito dal sisma del 20/29 Maggio 2012. In ogni caso lo scenario è stato sempre lo stesso: strade d'accesso ai campi bloccate, forze dell'ordine in tenuta antisommossa (onde evitare ogni tipo di ribellione da parte degli ospitati negli stessi campi ed eventuali tentativi di esterni di interferire con gli sgomberi), pullman pronti a caricare gli sfollati per trasportarli negli alberghi.
Il messaggio che le istituzioni locali vogliono far passare è che con la fine dei campi finisce nei fatti  lo stato d'emergenza, chiudendo così la parentesi delle polemiche sulla malgestione di Errani, facendo credere che tutti i problemi sono stati risolti e che per ogni sfollato è stata trovata una buona sistemazione.
La realtà dei fatti non è questa. Errani sosteneva che sarebbero state requisite le case sfitte e gli appartamenti Acer, cosa vera solo in minima parte. Infatti non in tutti i comuni è stato possibile requisire appartamenti sfitti e molto spesso dove possibile l'intervento non è stato attuato del tutto: vedi  il Comune di Mirandola in cui su circa 1000 alloggi vuoti solo 16 sono stati resi disponibili. Il numero di persone mandate negli alberghi (Verona, Modena, Bologna ecc..) è quindi altissimo:
questa delocalizzazione ha ovviamente comportato ulteriori difficoltà, aggiunte a quelle già esistenti, per quanti lavorano e studiano qui nella bassa (i trasporti pubblici non dappertutto sono garantiti e non esiste nessun tipo di agevolazione o rimborso per chi può spostarsi con propri mezzi), oltre a portare allo smembramento di famiglie (molti lavoratori della zona, impossibilitati a farsi chilometri e chilometri, hanno preferito rimanere nei rispettivi paesi, mentre la famiglia è stata "deportata" in altre città). A fronte di tutto ciò molti si sono rifiutati di accettare le condizioni imposte dalla regione (delocalizzazione, promesse futili di altre future sistemazioni) e di conseguenza devono arrangiarsi da soli, firmando una carta che li estromette da ogni altra soluzione abitativa. Questi interventi sono operativi in seguito alle ordinanze del Commissario delegato Vasco Errani.

Contributi per la ricostruzione a carico dello Stato? Macchè!
Lo Stato ha versato i fondi per la ricostruzione (6 miliardi) nella cassa depositi e prestiti, a cui le banche accederanno per concedere il finanziamento agevolato che spetta ai terremotati, i quali lo dovranno ripagare in rate accendendo un mutuo. Un contributo virtuale dell'80%, che in realtà arriverà a coprire solo il 40-60% dei costi per i lavori effettuati e quindi non l'effettiva entità dei danni causati dal terremoto.
Le rate pagate andranno a maturare un credito d'imposta che l'interessato potrà recuperare solo scalandolo da tasse che normalmente dovrebbe pagare.        
Per un'analisi più tecnica e specifica rimandiamo al link del comitato Sisma .12:
 http://sismapuntododici.blogspot.it/2012/10/emergenza-terremoto-contributi-in.html 
Cosa che non è stata presa in considerazione è il fatto che gran parte degli edifici nella Bassa sono vecchi casolari di campagna (riconvertiti in abitazioni), spesso  affiancati da altre strutture (stalle,fienili,magazzini) facenti parte della medesima proprietà, che vanno quindi a superare di molto i 120mq ( http://sismapuntododici.blogspot.it/2012/10/emergenza-post-terremoto-casolari-di_22.html ). La ricostruzione quindi, nonostante la Bassa sia una zona agricola con preponderanza di casolari e poderi è stata pensata solo per facilitare la ricostruzione delle città.

I soldi per i terremotati non si vedono, eccetto i Cas (contributi di autonoma sistemazione) anticipati dalla Regione visto il mancato stanziamento dei fondi da parte dello Stato, che comunque sono arrivati in netto ritardo e solo per due mesi (gli arretrati di Giugno e Luglio, mentre non è stato previsto nessun finanziamento per il periodo 20-31 Maggio). Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione,  per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo a fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio. Invece di occuparsi dell'emergenza case Errani  ha ben pensato con l'ordinanza del 4 Settembre 2012 di stanziare 7,5 milioni per il recupero e trattamento delle macerie, da poter poi utilizzare come asfalto della futura autostrada Cispadana. Quest'azione viene pubblicizzata per dimostrare la sensibilità della Regione riguardo quello che in realtà è un falso "monitoraggio capillare" del trasporto, riciclo e riutilizzo delle macerie stesse. Che si recuperino e riutilizzino le macerie, ma per la RICOSTRUZIONE non per la costruzione di opere inutili e che devastano l'ambiente!!

Sul fronte del lavoro la prima cosa che dobbiamo dire è che il terremoto è stata una mazzata ulteriore su un territorio già in difficoltà per la crisi economica: c'è una situazione di disoccupazione dilagante che il terremoto ha solo amplificato.
Alcune grandi aziende, sopratutto multinazionali, hanno deciso di approfittare del sisma per delocalizzare all'estero, dove il lavoro costa molto meno, altre ancora hanno delocalizzato temporaneamente la produzione nei dintorni, complicando le già grosse difficoltà di spostamento dei lavoratori, sopratutto quelli "deportati" negli alberghi a Verona, Modena, Bologna e altrove. Le piccole aziende invece, tra i danneggiamenti delle strutture e il fermo della produzione, sono sull'orlo di una crisi gravissima che sfocerà a breve in chiusure e licenziamenti. Molti datori di lavoro hanno sfruttato l' ART 18 per licenziare personale, quando in realtà i motivi dei licenziamenti sono ben altri: alcuni licenziano per poi delocalizzare e altri invece per potersi togliere di torno personaggi scomodi come sindacalisti o "i pezzi più deboli" (come chi si ammala più di altri).

Molti sono già in cassa integrazione, come  i dipendenti della WAM e della Gambro (quest'ultima pare intenzionata alla delocalizzazione all'estero). A partire dalla prossima settimana, finita la CIG, saranno in molti a subire il licenziamento, soprattutto coloro che lavorano in piccole aziende, le quali, dovendo affrontare ingenti spese per ripartire, non riusciranno a mantenere tutti i dipendenti che hanno al momento. Chiaro è che uno scenario plausibile è quello che vede la chiusura, il prossimo anno, di tutte quelle piccole aziende che, se non
riceveranno aiuti dallo stato, non saranno in grado di riprendere la produzione.  

Ci pare comunque non secondario ricordare che gli unici morti di questo sisma sono stati lavoratori, morti sotto le macerie dei capannoni crollati come castelli di carte: la tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro qua diventa un imperativo!
Al riguardo rimandiamo al bollettino n°11 incentrato sulla tematica del lavoro che uscirà a breve.

Vogliamo chiudere con una riflessione sulla sentenza sui tecnici della Commissione Grandi rischi, non solo perchè riguarda il terremoto in Abruzzo, emergenza che ha visto la nascita delle BSA, ma anche  perchè si lega direttamente alla pratica in svolgimento in Emilia.
Riteniamo giustificata la sentenza di condanna per il semplice motivo che non è, come i mass media main stream hanno raccontato, una sentenza che prevede una condanna per lo scienziato che sbaglia, ma una condanna legata direttamente ad un uso POLITICO , quindi un abuso, della legittimità di certi soggetti conseguente alla loro posizione di scienziati.
Giampaolo Giuliani, ricercatore del laboratorio del Gran Sasso, preoccupatissimo in un’intervista da AquilaTv: aveva detto:  “Noi purtroppo osserviamo da ieri, e lo abbiamo già detto, anomalie lontane dal nostro territorio ma comunque visibili dalla strumentazione in nostro possesso.  Era evidente già da alcuni giorni lo spostamento degli epicentri verso Ovest e la scossa odierna era prevedibile. E’ ora di smetterla di dire che i terremoti  non possono essere annunciati o previsti, chi lo fa sta producendo morti”. Con la diffusione di queste notizie da parte di G.Giuliani, il governo Berlusconi ha sentito il bisogno politico, non scientifico, di tranquillizzare la popolazione, indicendo una riunione il cui scopo, a detta del geofisico e vulcanologo Enzo Boschi presente, era appunto quello di dire che non si potevano prevedere i terremoti.  La conferma di ciò arriva direttamente dall'intercettazione del giorno prima della telefonata dell'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che afferma: "quella di domani sarà solo un'operazione mediatica". Riteniamo che sia sacrosanto che non esista una Commissione Grandi Rischi del tutto politicizzata che, per non andar contro la scienza classica, ha taciuto e forse tacerà ancora sulla scosse piuttosto che salvaguardare la popolazione.

BSA SAN POSSIDONIO

giovedì 4 ottobre 2012

[BSA NAZIONALE] solidarietà e autorganizzazione: bollettino n° 8



Lunedì 1 Ottobre 2012

Comincia a piovere sull'Emilia. Una pioggia che allaga i campi della protezione civile e i campi autorganizzati. Chi sta in tenda e chi sta in roulotte. Ci sono ancora 36 mila sfollati nel Cratere, 20 Comuni che non riescono a risolvere il problema impossibilitati dal cappio che il patto di stabilità e l'assenza di finanziamenti regionali e governativi impone loro. Piove assieme alla pioggia una miriade di ordinanze e decreti regionali, uno tsunami di burocrazia che impedisce ai terremotati emiliani di trovare qualcosa a cui aggrapparsi per non essere spazzati via.

I nuclei di protezioni civile regionali hanno finito i soldi e già in molti comuni si riduce la mensa, si riducono le strutture. Sappiamo che in alcuni campi il servizio mensa sarà “offerto” da catering privati, perché se si deve speculare si specula su tutto, dai bagni chimici ai pasti.

Piove sui tendoni che ospitano le scuole: mentre Errani va fiero nel ribadire che l'anno scolastico è iniziato senza problemi, che in Emilia è tutto ok, che l'Emilia ce la farà da sé, gli studenti fanno lezione nei tendoni, talvolta senza banchi, sicuramente esposti a freddo e intemperie. Il calendario non è chiaro: un giorno di scuola si, uno no, una settimana si, una no. E magari si mandano gli studenti in vacanza studio, la scuola paga il viaggio, le famiglie il pernottamento: se non hai i soldi tuo figlio può tranquillamente allungare di una settimana le vacanze. Il prossimo bollettino video sarà proprio su questo: su Errani che si vanta delle scuole e sulla realtà che fa a cazzotti con la finzione mediatica.

La questione è piuttosto chiara: l'Emilia è un ottimo luogo per speculare ora. Speculare sugli affitti: hai perso casa, ma puoi accedere al piano case, prendendoti un affitto lievitato per l'occasione. Puoi ricostruirti la casa, ricevendo i contributi dello stato, che però guarda caso coprono solo fino al massimo dell'80% delle spese: per il 20% mancante hai la scelta tra cavarli fuori di tasca tua, prima volta nella storia delle tragedie naturali in Italia, o indebitarti con le banche. Se la vita stenta a ripartire, trivellazioni e gas invece non trovano requie. Ma d'altronde, dal governo delle banche poco altro potevamo aspettarci.
La situazione a breve sarà al collasso, tra il freddo, la pioggia, i moduli abitativi che non arrivano e i CAS (contributi di autonoma sistemazione) che vengono promessi da mesi e dovrebbero essere stati anticipati di recente dalla Regione, ma ancora non si vedono.

La colpa di tutto questo non è solo il terremoto: al terremoto della crisi s'è “solo” aggiunta la crisi del terremoto. Stiamo proseguendo le staffette, ancora centinaia di persone a cui portiamo beni di prima necessità, che ci raccontano una situazione che va oltre la casa inagibile e parla di disoccupazione e aziende che delocalizzano. La colpa è dei comuni? Forse no. Anzi no. C'è un governo assetato di profitto e un commissario straordinario, Errani, del tutto organico nel “piano Monti”, che vede il suo partito ridotto ad un'arena dove le cooperative rosse si scannano per prendersi più appalti possibili.

I comuni una responsabilità ce l'hanno di sicuro però: emanare a catena, come sta succedendo, ordinanze di sgombero delle aree pubbliche, ovvero obbligare chi non ha una sistemazione a smontare anche la misera tenda sotto cui vive, non fa altro che ridurre i terremotati ad un problema di ordine pubblico. Ma capiamoci: non tutti i terremotati, ma gli ultimi degli ultimi, chi cioè non ha i soldi per l'affitto o per comperarsi container o casette di legno. La guerra alla povertà prosegue anche qui, nonostante la tragedia. E tra i poveri ovviamente è bene fare distinzioni: dividiamo tra residenti e non residenti, che se non si mette il povero contro il povero c'è il rischio che qualcuno guardi lassù, a Bologna o a Roma. Ha senso, laddove sulla testa della gente passano fiumi di soldi in interessi e speculazione, mettersi a fare divisioni tra residenti e non residenti? C'è toccato intervenire nel Comune di Cavezzo, a difendere una tendopoli autogestita, guarda caso di stranieri, minacciata di sgombero da una pattuglia di carabinieri: pare che il sindaco non ne sapesse nulla, ma è comunque difficile pensare che tra la minaccia e il sindaco non ci sia un filo di responsabilità che passa attraverso un’ordinanza che parla chiaro: “via la tenda o paghi 500 euro di multa”. Tende rimontate, ragazzi un po' più tranquilli, roulotte in arrivo.

Non abbiamo nessuna intenzione di alimentare polemiche sterili: conosciamo bene le evidenti difficoltà che pesano sui comuni. Sappiamo che a breve, ritiratesi le squadre della ProCiv, la situazione sarà infernale. Governo, Regione e speculatori sono obiettivi comuni a cui guardare: occupiamoci dei bisogni della gente, occupiamoci di organizzare una ricostruzione ecosostenibile e salva dal profitto, rigettiamo la guerra tra poveri.

Il 4 Ottobre saremo a Roma a fianco del Comitato Sisma.12 e degli aquilani del Comitato 3e32, per continuare a pretendere rispetto e a far sentire la nostra voce. Diamoci una mossa!






mercoledì 26 settembre 2012

lunedì 17 settembre 2012

Bollettino dal Sisma - EDIZIONE SPECIALE - Sull'ordinanza di sgombero a Cavezzo

abato 15 Settembre 2012

In merito alle recenti polemiche scatenate sulla pagina facebook dell’intervento, pubblichiamo alcuni chiarimenti sulla “questione ordinanza di sgombero a Cavezzo”. Invitiamo tutti quelli che hanno voluto partecipare alla discussione a rileggere con attenzione il commento che abbiamo postato insieme alla foto dell’Ordinanza n. 1162/2012 del 6 Settembre.

Partendo dal presupposto che vivere in tenda per oltri tre mesi significa subire una condizione di precarietà e disagio che chiunque vorrebbe evitare, crediamo che tutti coloro che si trovano ancora attendati abbiano incontrato particolari difficoltà a trovare un alloggio differente, degno ed economicamente accessibile. Emettere un'ordinanza di sgombero prima che i contributi previsti per supportare l'autonoma sistemazione siano stati erogati significa non voler tenere in considerazione le necessità contingenti della cittadinanza, ma preoccuparsi soltanto di ristabilire una fantomatica normalià di tipo amministrativo che non necessariamente coincide per tutti con un reale ritorno alla normalità della vita quotidiana. Di nuovo si cerca di riportare la normalità attraverso l'intervento delle forze dell'ordine, cosa già accaduta in passato e che non ha certo prodotto risultati di cui andare fieri.  Come già scritto nel commento all'ordinanza, “uno sgombero non risolve il problema ma più semplicemente lo scarica sui nuclei familiari e sui singoli interessati”.

Al di là delle considerazioni generali, la polemica si è concentrata su alcuni casi specifici che conosciamo e seguiamo da Luglio. Nei Bollettini dal Sisma di Agosto avevamo raccontato alcune vicessitudini legate ad un gruppo di ospiti del Palaverde:
Un grosso padiglione con centinaia di brandine ospita la zona dormitorio, fuori una zona mensa e degli spazi comuni, il tutto gestito dalla Protezione Civile. (…) Le barriere linguistiche, le condizioni di precarietà legate al permesso di soggiorno, le differenze culturali che a volte assumono grande rilevanza, come durante il Ramadan, sono tutti elementi che si sommano alle dinamiche di “convivenza forzata” e riorganizzazione della comunità che l’emergenza comporta. Il dialogo con l’amministrazione su questo è stato proficuo: l’incontro tra l’utenza che si rivolgeva al nostro campo e i servizi messi a disposizione dal comune è stato garante di una buona gestione del centro rispetto alla tutela delle usanze culturali e alla fase di chiusura che lo interesserà a breve.

In questo contesto ci ha spiacevolmente colpito l’episodio di Giovedì sera, causato dall’intervento dei Carabinieri davanti al Campo Abruzzo. Nonostante gli accordi che intercorrevano tra l’assessorato alle politiche sociali, i volontari delle BSA e gli operatori di Emergency, le forze dell’ordine hanno ritenuto opportuno invitare alcuni ragazzi migranti a smontare le loro tende dal sito che era stato individuato come più opportuno per loro.
[Bollettino dal Sisma n°1 – 6 Agosto 2012]
Il 10 Agosto il Palaverde – centro di accoglienza quasi esclusivamente per stranieri – ha chiuso. Come al solito, la fase di transizione ad altra sistemazione, sia essa il Campo Abruzzo oppure autonoma, non è stata lineare per tutti. Chi non può dimostrare la residenza non riceve in automatico la famosa tessera come gli altri. E come spesso accade chi ha maggiori problemi con i documenti, di questo tipo soprattutto, sono proprio i migranti. Per ora alcune di queste persone sono accampate fuori dal Campo Abruzzo. Hanno una tessera che scadrà il 31 Agosto, poi si vedrà. Di nuovo.
[Bollettino dal Sisma n°2 – 13 Agosto 2012]

Una settimana fa l'Assessore Ferraguti ci contatta chiedendoci di comunicare a queste persone l'intenzione del Sindaco di emettere un'ordinanza di sgombero. Come già scritto ci siamo attivati per comprendere a fondo le singole situazioni e per ragionare insieme ai diretti interessati su come potessero evitare l'allontanamento forzato. Abbiamo provato insieme ad individuare reti di sostegno amicali o familiari anche fuori dal Comune di Cavezzo, disponibili a offrire ospitalità o sostenerli nella ricerca di un alloggio. Nel frattempo ritenevamo opportuno che almeno fino all'individuazione di una sistemazione autonoma alternativa fosse loro assicurato l'accesso ai pasti e ai servizi di base, diritto che crediamo innegabile per tutti i terremotati. L'Assessore ci ha improvvisamente negato qualsiasi confronto sia telefonico sia frontale, rifiutandosi di fatto di affrontare il problema attraverso il dialogo come eravamo abituati a fare. Dopo sei giorni di silenzio veniamo a conoscenza dell'effettiva esistenza dell'ordinanza, datata 6 Settembre, peraltro non ancora pubblicata sul sito del Comune. Decidiamo di diffondere il provvedimento denunciandone l'inadeguatezza e contestando la scelta politica dell'amministrazione.

Troviamo scandaloso che in uno dei suoi commenti l’Assessore si sia riferita ad una distinzione tra “veri” e di conseguenza “non veri” terremotati sulla base dell’impossibilità da parte di alcuni di dimostrare la residenza nel Comune di Cavezzo. Crediamo fermamente che l’accesso ai diritti non possa essere condizionato dal poter o meno dimostrare a livello burocratico di aver lavorato e vissuto per anni sul territorio, specie se si tratta di migranti (per lo più integrati nel tessuto sociale), perché tutti conosciamo bene le difficoltà che la condizione di straniero comporta in tal senso.

L'accusa che ci viene mossa di aver montato “nottetempo” delle tende in una “zona destinata agli sfollati del Comune di Cavezzo” è del tutto infondata in quanto le uniche tende da noi installate fuori dal Campo Abruzzo erano quelle concordate i primi di Agosto (v. Bollettino n°1). Avevamo rilevato un aumento delle presenze in altre tende fuori dal Campo, ma l'unica fornita da noi era a disposizione di un solo caso, una madre con 5 figli minorenni, di cui l'Assessore era pienamente a conoscenza essendosi anch'essa prodigata insieme a noi e ai Servizi Sociali per farsene carico. Dopo l'ordinanza la famiglia se n'è andata, non sappiamo dove.

Proprio perché riconosciamo la notevole mole di lavoro dell’amministrazione e dei Servizi Sociali, con cui non sentiamo certo l’esigenza di porci in contrasto, ci eravamo proposti di fungere da tramite nel tentativo di facilitarne il lavoro senza dover ricorrere ad ordinanze e sgomberi. Chi ci accusa di “creare conflitto ad hoc” sicuramente non conosce tutto il percorso che ci ha visti impegnati negli ultimi mesi in questo senso. Fino a qualche giorno fa questo ruolo era riconosciuto e apprezzato dall’amministrazione stessa e lo dimostra la telefonata ricevuta dall’Assessore per chiederci ancora una volta di intercedere con le persone attendate, in virtù del rapporto di fiducia che abbiamo instaurato nei mesi con loro. Non comprendiamo l’improvviso cambio di rotta, che avviene guarda caso poco dopo il nostro trasferimento dal Comune di Cavezzo ad altro sito.

A chi ci accusa di aver attaccato l’Assessore rinnoviamo l’invito a rileggere il nostro commento: non si tratta di una questione personale né di un attacco mirato, ma di un problema di mancata comunicazione e collaborazione con il piano istituzionale locale, che non dipende dalla nostra volontà.

A chi nelle polemiche ha ricordato il ruolo di Rifondazione Comunista rivolgiamo le nostre perplessità sulla pertinenza della precisazione, convinti che la scelta dell’amministrazione di provvedere ad uno sgombero sia una scelta politica e non partitica.

Pensiamo di essere stati sufficientemente esaustivi e precisi nella ricostruzione cronologica dei fatti. Pertanto lasceremo il piacere di continuare queste inutili polemiche a chi ha tempo per farlo. Per noi il "botta e risposta" si chiude qui, continuando oltre tutto a pensare che una buona collaborazione non possa fondarsi sulle discussioni di Facebook ma debba passare per il confronto diretto vis-à-vis, al quale non ci siamo mai tirati indietro.

I confronti che ci interessano sono quelli che riguardano l'urgenza dei provvedimenti necessari per sostenere la popolazione in modo concreto, a partire dai finanziamenti per gli alloggi e la ricostruzione.Gli interclocutori al riguardo non sono certo le amministrazioni locali, ma tutti i livelli istituzionali dai quali esse dipendono. Se l'intento di collaborazione e disponibilità espresso è sincero, i Comuni dovrebbero unirsi alla popolazione e ai comitati per fare pressione su Regione e Governo affinchè si diano risposte immediate e reali.

C'è tanto da fare, prima di parlare. Andiamo avanti perchè l'Emilia è ancora scossa.


sabato 15 settembre 2012

[BSA NAZIONALE] divieto di attendamento e sgombero


Da alcuni giorni,previa comunicazione dell'amministrazione comunale di Cavezzo,siamo venuti a conoscenza della possibile emissione di un'ordinanza di divieto e sgombero degli attendamenti nelle aree pubbliche.Consapevoli dell'attuale condizione di disagio della popolazione e del ritardo da parte delle istituzioni nell'erogazione del cas e dei finanziamenti per la ricostruzione ci siamo adoperati p
er cercare di trovare soluzioni alternative per la popolazione locata al di fuori del campo della Protezione Civile.Sicuri del fatto che uno sgombero non risolve il problema ma più semplicemente lo scarica sui nuclei familiari e sui singoli interessati dalla suddetta, abbiamo cercato nuovamente un contatto con l'amministrazione per metterla al corrente delle problematiche che ci sono state espresse dalla cittadinanza e dell'impossibilità per molte persone di trovare una sistemazione in tempi brevi per mancanza di alloggi e ristrettezze economiche legate all'evento sismico e a condizioni di crisi preesistenti al sisma.Putroppo l'amministrazione non ci ha più dato la possibilità di essere ricevuti e questo è il risultato,ordinanze e divieti invece di dialogo e comprensione nei confronti di una popolazione fortemente colpita da una calamità di questo genere. 

l'EMILIA E' ANCORA SCOSSA DIAMOCI UNA MOSSA!!







giovedì 13 settembre 2012

[BSA NAZIONALE] solidarietà ed autorganizzazione: bollettino dal sisma n°6


Lunedì 10 Settembre 2012

“Le direttive sono queste, bisogna raccontare solo cose felici”. Sono le parole udite con le nostre orecchie da un giornalista di un’importante emittente tv nazionale. “Purtroppo” - aggiungeva durante una chiacchierata informale – “perché così si censurano cose importanti”. Avrebbe voluto raccontare l’Emilia per come stanno le cose veramente, avrebbe voluto descrivere e divulgare la realtà dei fatti, piuttosto che dipingerne ad arte una versione decisa a tavolino. Ma anche il migliore articolo o servizio non servirebbe a nulla se non venisse pubblicato, meglio adeguarsi alla linea cercando semmai di carpire elementi interessanti qua e là. Non ci siamo rimasti male, non più di tanto, perché “è così, si sa”. Basta sfogliare le pagine dei quotidiani locali per rendersi conto che si tratta di un atteggiamento diffuso: la missione è raccontare della veloce ripresa delle attività produttive, della tenacia degli emiliani, delle reti di solidarietà; dare speranza alla gente, evitando inutili pessimismi e soprattutto critiche scomode.

Queste ed altre valutazioni sul livello dell’informazione dentro l’emergenza ci hanno spinti ad inventarci una campagna mediatica per riportare a galla la questione Terremoto&Ricostruzione. Così avevamo chiamato la nuova fase dell’intervento BSA in Emilia e con lo stesso slogan ci eravamo già attivati nei territori da cui provengono i nostri volontari per organizzare iniziative di divulgazione e autofinanziamento. L’Emilia è ancora scossa, diamoci una mossa! Quando poi abbiamo saputo che la Nazionale avrebbe svolto gli allenamenti a Medolla abbiamo deciso di andarci anche noi, per portare il messaggio all’attenzione di tutti.
Sullo striscione la firma non era la nostra, ma quella del Comitato Sisma.12, un gruppo di terremotati che con l’aiuto di volontari e professionisti sta cercando di fare chiarezza sugli innumerevoli decreti usciti in questi mesi, sul livello di attivazione delle amministrazioni locali e soprattutto sulla ricostruzione. Volevamo dar voce a loro perché il principio fondamentale su cui si basano tutti i nostri interventi è proprio l’autorganizzazione: il nostro non è un aiuto di stampo assistenziale, ma un supporto all’attivazione delle persone stesse che con le nostre attività sosteniamo.

Grazie ai cittadini che hanno da subito deciso di intraprendere questa strada, il Comitato rappresenta un esempio concreto di come unendo le forze e organizzandosi insieme è possibile “darsi una mossa” ed essere attori protagonisti delle vicende che accadono intorno a noi. Dalla Pagina Facebook Sisma.12:
“Il Comitato nasce dall'esigenza dei cittadini del “cratere” di dotarsi di uno strumento, che li rappresenti in tutto il territorio coinvolto dal sisma di Maggio. Vuole in qualche modo proseguire l'idea di partecipazione civile, al fine di proporsi come contenitore di informazioni, idee e progetti. Le singole attività rischiano nel tempo di diventare un interlocutore debole, mentre l'associarsi consente di produrre una base attenta, numerosa e vigile che dovrà per forza di cose essere tenuta in considerazione da tutte le funzioni pubbliche che opereranno in futuro per la ricostruzione della “Bassa” e per la sua gestione.”
Continueremo dunque a spronare gli italiani ad informarsi su quanto accade in queste terre e a supportare gli emiliani che si stanno dando da fare per il proprio futuro.

Girando per la Bassa, tuttavia, spesso abbiamo incontrato un certo sentimento di rassegnazione da parte di molti terremotati. Dalle chiacchiere che scambiamo con gli abitanti del posto ogni volta che facciamo una staffetta o che li incontriamo per strada, ci pare di intendere che l’impianto politico e amministrativo dell’intera zona seppur criticato da molti sia allo stesso tempo considerato come un dato di fatto, una sorta di monolite che giace nelle strutture istituzionali governando il territorio in modo indisturbato e indisturbabile. Il moto di propulsione all’autogestione e all’organizzazione dal basso in Emilia c’è e si è fatto sentire da subito, ma pare almeno in parte sospinto più dall’idea che “a chiedere non si ottiene mai niente, meglio fare da sé”, piuttosto che dall’esigenza di attivarsi in prima persona per cambiare lo stato di cose esistente.

E’ vero, c’è la crisi. E’ vero, il terremoto era inaspettato e forse ha davvero colto tutti impreparati. Ma pretendere che l’emergenza venga finanziata immediatamente è doveroso, oltre ad essere un diritto. Pretendere una gestione meno complicata e a tratti contraddittoria di quella che gli innumerevoli decreti comportano, sarebbe un modo per favorire chiarezza e trasparenza e magari anche agevolare la partecipazione della società civile. Pretendere che ogni singolo cittadino possa decidere come ricostruire la propria casa, chiedere che nelle opere di riedificazione vengano utilizzate le tecniche della bioedilizia ad impatto zero e nel rispetto dell’ambiente, chiedere che ci si preoccupi della possibilità di un progressivo abbandono del territorio come è successo a l’Aquila, non sono solo rivendicazioni legittime ma precise richieste politiche necessarie perché gli apparati statali si pongano come obiettivo il benessere delle persone e degli spazi di vita piuttosto che gli interessi economici e gli sbocchi imprenditoriali che ogni emergenza può rappresentare.

Cercheremo di tenere insieme rivendicazioni e autorganizzazione a partire dalla rilevazione dei bisogni delle persone, sia quelli materiali che con le Staffette proveremo a soddisfare al meglio, sia tecnici e di informazioni, mettendo a disposizione il nostro camper per gli architetti e i professionisti del Comitato. Stiamo organizzando uno sportello itinerante che a partire da Domenica girerà per la Bassa ad incontrare le domande più urgenti per tentare di fornire il maggior numero di risposte possibile.

Abbiamo ricostruito il Campo Base lavorando sodo per due settimane, abbiamo realizzato tutto con le nostre forze non senza momenti di stanchezza e fatica, affrontando una ad una le difficoltà che ogni giorno si presentavano. Ma lo abbiamo fatto con passione e determinazione, perché ci crediamo davvero. Vogliamo continuare ad esserci, per dimostrare che la Solidarietà Attiva può realmente rivelarsi un’arma vincente.

Brigate di Solidarietà Attiva

Per INFO sul Comitato SISMA.12: http://www.facebook.com/groups/233851983404092/

martedì 11 settembre 2012

[BSA NAZIONALE] l'Emilia è ancora scossa, diamoci una mossa!


La ricetta di Errani per le macerie del terremoto: diventeranno materiale per la costruzione della CisPadana
di Anna Pellizzone, Milano in Movimento

Mettete in una terrina un’autostrada da costruire, le macerie di un terremoto e qualche milioncino di denaro pubblico.  Amalgamate il tutto con un mestolo fatto di tutta la miopia, la pavidità e l’obsolescenza che un’amministrazione può avere nella gestione di un territorio.

A seconda dei gusti, aggiungete all’impasto un alto rischio di infiltrazioni mafiose nel settore del movimento terra, un decreto legge di dubbia accortezza che dispone la “trasfigurazione” delle macerie da rifiuti speciali a rifiuti urbani, e l’ombra della speculazione edilizia su un territorio da ricostruire.
Stendete l’amalgama così ottenuto in una teglia fertile e pianeggiante del diametro di circa 70 chilometri e cuocete a fiamma alta, il più in fretta possibile, sull’onda di un’emergenza.
Sfornate, e guarnite il tutto con la scomparsa di centinaia di ettari di terreno, con l’annientamento di una moltitudine di piccole imprese agricole – già in difficoltà per il terremoto, per la siccità e per la concorrenza della grande distribuzione – e con la proliferazione di poli logistici ai margini dell’autostrada.
Versate nei piatti e servite, ricordandovi che questa pietanza mal si sposa con il parmigiano e l’aceto balsamico DOP che avete in tavola.
La ricetta sopradescritta è una trovata del presidente della regione Emilia Romagna e commissario delegato Vasco Errani e fa riferimento a un’ordinanza emessa lo scorso 2 settembre, in cui si dispone che le macerie del terremoto che ha colpito la Bassa siano utilizzate per costruire l’autostrada Cispadana.
Il provvedimento, che prevede un finanziamento di 7,5 milioni di euro, viene descritto dai suoi fautori come una “sperimentazione” lungimirante che ambirebbe a risolvere due problemi in uno: quello dell’accumulo di macerie e quello della costruzione di una nuova infrastruttura, peraltro fortemente contestata dai cittadini della Bassa.
L’opera, giustificata da una apparentemente irrinunciabile necessità di collegare la bassa reggiana da Reggio fino a Ferrara, prevede un tracciato di 67 Km, 4 autostazioni, 2 aree di servizio, per un investimento pari a 1 miliardo e 150 milioni di euro, di cui circa 180 da parte della Regione

Ma siamo sicuri che per l’Emilia – una terra già ferita dal terremoto, famosa per i propri prodotti agroalimentari, che produce il 17% della frutta italiana e che vanta il primato nella produzione da agricoltura biologica in Italia – la ricostruzione debba partire dalle grandi opere?
 I dati Istat 2010 relativi all’Emilia Romagna parlano chiaro: il numero delle aziende agricole è in calo (- 31%) e in particolare sono in diminuzione quelle di piccole dimensioni. Così come è in contrazione la superficie agricola utilizzabile e trasformabile (Sau), ridottasi del 5,5% rispetto al censimento precedente.
Il tentativo di “convertire” i mattoni dell’Emilia pre-terremoto in asfalto per la Cispadana, non stupisce. Si tratta di una scelta in perfetta sintonia con quanto avviene ogni giorno in tutta la penisola: dalla Tem alla BreBeMi, dalla Pedemontana alla Tirreno-Brennero, sono ben 32 la autostrade in costruzione o in progettazione in tutta Italia. Con una concentrazione dei cantieri particolarmente alta in Pianura Padana. Lo spiega bene Luca Martinelli in un suoarticolo su L’Altreconomia.
Lo schema è sempre lo stesso, sempre la stessa l’ossessione: richiamare attraverso ilproject financing nuovi investimenti. Poco importa per che cosa saranno utilizzati, da chi arriveranno, chi ne trarrà benefici. L’importante è costruire, descrivere come indispensabili reti di collegamento grandi opere che in realtà frammentano il territorio e perseverare nel puntare tutto sulla proliferazione di nuovi cantieri e nuovi poli logistici. Come se l’obiettivo finale fosse costruire e basta. I cittadini vengono tranquillizzati dal fatto che lo Stato, direttamente, ci investe poco o niente, e intanto si dà il via libera a un processo pressoché irreversibile: la cementificazione del suolo. E con essa la perdita di migliaia di piccole e medie realtà imprenditoriali che da sempre sono state il motore dell’economia italiana.

Chi giustifica la costruzione di nuove autostrade sostenendo che si tratti di opere necessarie per stare al passo con l’Europa, dice il falso. Perché la rete autostradale italiana è di gran lunga più densa rispetto alla media europea (2,2 chilometri di rete ogni 100 kmq di superficie, contro 1,5). Eppure, soprattutto di questi tempi, non sembra che in Italia ce la si passi poi tanto bene. L’assioma per cui la ricchezza di un Paese sarebbe direttamente proporzionale alle sua rete autostradale andrebbe quindi rivisto…
La frammentazione del territorio attraverso la costruzione di nuove infrastrutture non è la terapia di cui la Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa, hanno bisogno per far ripartire l’economia.
La sindrome di Nimby, l’integralismo di certi ambientalisti e gli ideologismi non c’entrano. C’entrano l’agricoltura, il lavoro, il benessere, la salute e, sì, anche la cultura degli emiliani. C’entrano gli interessi della maggior parte dei cittadini. C’entra un’altra idea di sviluppo e la difesa della terra: un bene irrinunciabile non tanto, o non solo, per romanticismo, ma perché ci dà da mangiare. C’entra l’esclusione dei cittadini dalle scelte che riguardano il territorio.
C’entra, per tornare all’Emilia, il fatto che il terremoto può e deve fare della Bassa un luogo dove incoraggiare nuove forme di produzione, distribuzione, autogestione e consumo. E non un laboratorio per sperimentare la conversione delle macerie in asfalto.

da Milanoinmovimento.
 Link originale: http://milanoinmovimento.com/primo-piano/ricetta-errani-macerie


Siamo del tutto consapevoli che la situazione dell'Emilia è a grande distanza dal trovare una soluzione equa e dignitosa per tutti. Conosciamo la difficile situazione dei lavoratori, alcuni dei quali stretti tra cassaintegrazione e delocalizzazioni, conosciamo le difficoltà di chi ha una casa inagibile e non ha nessuna prospettiva.
Per questo abbiamo spostato il nostro campo base di Cavezzo a San Possidonio, ricostruendolo tenda per tenda, perchè è chiaro che gli emiliani hanno ancora bisogno di aiuto pratico e sostegno politico. Siamo quindi ripartiti con le staffette per portare i beni di prima necessità a chi ancora ne ha bisogno e a breve avvieremo  attivamente il punto d'ascolto itinerante.

LA BASSA E'ANCORA SCOSSA, DIAMOCI UNA MOSSA!

BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA