Report Brugnato 22 novembre 2011
Dopo giorni di lavoro intensi e dopo aver assistito alla progressiva scomparsa dell’apparato burocratico-logistico messo in piedi (prociv e quant’altri..) abbiamo tralasciato di aggiornarvi per alcuni giorni per potervi dare un resoconto, non solo dei lavori che come Brigata Emergenza Alluvione stiamo portando avanti fin dall’inizio, ma per poter spiegare a questo punto l’evoluzione della situazione.
Inutile dire che i volontari che da tutta Italia si sono alternati e che continuano a farlo, hanno continuato ad essere operativi e a disposizione delle famiglie. La gente del luogo ormai riconosce il nostro lavoro e ci contatta non solo dalle frazioni vicine a Brugnato, ma anche a distanza di km. Uniti ed autorganizzati in un passaparola che continua, con il risultato che tutti i giorni, tramite i diversi contatti stabiliti con la popolazione, si riesce ad arrivare dove i lavori della Protezione Civile si sono interrotti o non sono ancora iniziati.
C'è anche un'importante novità logistica per la Brigata Emergenza Alluvione, un motivo in più per dirci soddisfatti, che testimonia il forte rapporto che siamo riusciti a costruire con la popolazione. Finita oggi (mercoledi) la nostra necessaria permanenza al campo per volontari allestito dalla Croce Rossa, abbiamo avuto la possibilità, da abitati del luogo, di spostare la nostra postazione operativa in una grande abitazione privata di una persona che ci ha accolto con la massima disponibilità. Abbiamo la possibilità di alloggiare in 18 volontari, in una baita con riscaldamento,docce e la cucina gestita da chi ci ospita, dove possiamo pranzare e cenare con tutti i confort di un'ospitalità fatta da chi ci vuole non solo ringraziare, ma anche rendersi partecipe del nostro intervento. L'abitazione è a disposizione di tutti i volontari che si uniranno nei prossimi giorni, e vi invitiamo a continuare nello sforzo a sostegno della gente della Val di Vara
Abbiamo davanti ancora settimane di duri lavori ed esperienza a contatto diretto con la popolazione. Mentre tutti ormai si sono già dimenticati della Val di Vara, noi rimaniamo a fianco della gente. E' importante mantenere alta la disponibilità, impegniamoci tutti nello sforzo di essere presenti al lavoro tra la gente, coordinandoci con loro ed ascoltando le reali necessità e problematiche. Purtroppo questo territorio è stato colpito in maniera davvero dura e il lavoro di messa in sicurezza durerà a lungo. Il nostro impegno sul campo non finisce con il lavoro di pala e piccone, ma saremo capaci di essere attivi anche nei prossimi mesi per far emergere, insieme agli abitanti, le contraddizioni e le speculazioni che hanno creato le condizioni per il verificarsi di questo disastro.
AVANTI BRIGATE!!!
BSA Emergenza Alluvione
Brugnato 22-11-2011
giovedì 24 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
CHIAMATA AI VOLONTARI INTERESSATI / E
Prosegue il nostro lavoro al fianco della popolazione colpita dall'alluvione a Brugnato,siamo sul posto con una tenda a disposizione da 14 posti,quindi per coordinarsi,dobbiamo essere più collaborativi possibile,chi volesse dare una mano e venire sul posto,deve contattare:
LUCA 3280394099
ILARIA 3925031337 o brigatatoscana@autistici.org
Dare il vostro nome,cognome,tempo di permanenza,se auto muniti o no ed il vostro cellulare,dopo di che attendere la telefonata di conferma!
A presto
LUCA 3280394099
ILARIA 3925031337 o brigatatoscana@autistici.org
Dare il vostro nome,cognome,tempo di permanenza,se auto muniti o no ed il vostro cellulare,dopo di che attendere la telefonata di conferma!
A presto
mercoledì 9 novembre 2011
[bsa emergenza alluvione] continua il nostro lavoro a fianco delle popolazioni alluvionate
Martedi 8
Brugnato
La Salt s.p.a, societa che gestisce le
autostrade della zona, da oggi ha iniziato a far pagare il pedaggio
anche a volontari e residenti, nonostante l'autostrada sia tuttora
l'unica via di accesso a Borghetto e Brugnato. Sembra esista un
rimborso per i soli residenti (quindi non per i volontari) , solo
dopo aver raggiunto venti ricevute. Condanniamo fermamente il
comportamento della Salt s.p.a che decide di speculare anche in
situazioni di crisi ed emergenza come questa.
Il nostro lavoro in aiuto alle popolazioni alluvionate continua a Brugnato, paese duramente colpito dall'esondazione del fiume Vara.
Il nostro lavoro in aiuto alle popolazioni alluvionate continua a Brugnato, paese duramente colpito dall'esondazione del fiume Vara.
Alcuni di noi oggi hanno hanno iniziato
a operare in una fabbrica di lavorazione del marmo: c'erano
all'opera anche gli stessi dipendenti, intenzionati a pulire tutto il
prima possibile e far riprendere la produzione per la paura che la
fabbrica non riesca piu' a ripartire. Questo ci ha permesso di
entrare in contatto con i lavoratori e condividere con loro le
rispettive esperienze di vita precaria.
I cittadini lamentano che i pochi
venditori di pale e cariole abbiano aumentato spropositatamente i
prezzi dando vita a un vero e proprio sciacallaggio: proveremo a
verificare queste voci e a denunciare la situazione.
Mercoledi' 9
In stretto e diretto contatto con la popolazione locale oggi siamo stati impegnati per la gran parte della giornata nei lavori di pulizia. Giriamo per le strade chiedendo ai residenti se necessitano di aiuto e alcuno di loro ci fermano spontaneamente per chiederci una mano. Molti di loro lamentano una scarsa organizzazione della Prociv e dei Vigili del fuoco, i quali danno spesso informazioni contraddittorie e si rimpallano le responsabilita'.
Anche oggi abbiamo la conferma che stare a diretto contatto con le persone aiuta ad essere piu efficaci nel nostro intervento.
In stretto e diretto contatto con la popolazione locale oggi siamo stati impegnati per la gran parte della giornata nei lavori di pulizia. Giriamo per le strade chiedendo ai residenti se necessitano di aiuto e alcuno di loro ci fermano spontaneamente per chiederci una mano. Molti di loro lamentano una scarsa organizzazione della Prociv e dei Vigili del fuoco, i quali danno spesso informazioni contraddittorie e si rimpallano le responsabilita'.
Anche oggi abbiamo la conferma che stare a diretto contatto con le persone aiuta ad essere piu efficaci nel nostro intervento.
BSA Emergenza Alluvione
martedì 8 novembre 2011
[Bsa emergenza alluvione] Report 7/11/2011. Le Brigate a Genova e Brugnato
07/11/11
LA SPEZIA
Data l'inattività dovuta al maltempo
abbiamo deciso assieme di recarci a Genova a portare solidarietà
agli abitanti di un quartiere popolare quello di piazzale Adriatico.
Ci siamo resi conto di esser stati tra i pochi non genovesi presenti
in piazza, si e' vista una grande e spontanea partecipazione di
popolo ai lavori di spalatura e sgombero. La cosa bella e
sbalorditiva di questa giornata e' stata che il tutto si e' svolto
non con l'organizzazione da parte delle varie istituzioni
ma ben si con l'auto organizzazione popolare.
In poco tempo il nostro camion messo a disposizione dei volontari autorganizzati era pieno di fango e detriti e i lavori stavano andando avanti nel miglior dei modi.
In poco tempo il nostro camion messo a disposizione dei volontari autorganizzati era pieno di fango e detriti e i lavori stavano andando avanti nel miglior dei modi.
Stamattina invece siamo riusciti,
impiegando il nostro tempo in pratiche burocratiche che ci impedivano
di essere ufficialmente attivi sul territorio ma quantomai necessarie, a ottenere
una base operativa nell'area di intervento, per essere sempre al
fianco della popolazione della cittadina di Brugnato (Val di Vara).
Abbiamo ottenuto una tenda con 14 posti letto che ci dà la
possibilità di essere presenti 24 ore su 24 a Brugnato e vicinissimi
a Borghetto di Vara, potendo così rimanere sempre più attivamente a
fianco dei cittadini alluvionati, come fu con l'emergenza terremoto
in Abruzzo.
Il nostro gruppo e' stato incaricato di
ripulire l'area del caseificio: come da molti giorni ormai il duro
lavoro è compensato ampiamente dalla disponibilità e dalla
riconoscenza della popolazione nei nostri confronti, che e' stata
ben superiore a quella delle istituzioni.
Questo l'abbiamo constatato sulla base
della semplice relazione instaurata con i cittadini stanchi delle
lungaggini burocratiche che hanno dovuto subire.
Abbiamo deciso di proseguire in
autonomia il lavoro casa per casa , perche stamane durante l'attesa
abbiamo visto passare diverse persone all'ufficio COC(centro
operativo comunale) che lamentavano il mancato intervento nelle loro
case per l'appunto a fine lavoro abbiamo fatto un giro di
ricognizione per organizzare il lavoro di domani. Stando nelle strade
e parlando con la gente riusciamo ad essere in alcuni casi,
nonostante la scarsità di mezzi, più efficaci della Protezione
Civile.
Siamo riusciti anche a ottenere i permessi per essere attivi anche a Monterosso: in breve tempo vedremo di organizzare il nostro intervento anche lì.
Autorganizzazione e solidarietà dal basso a fianco della popolazione ligure!
BSA Emergenza Alluvione.
sabato 5 novembre 2011
In questo momento stiamo aspettando che l'allerta meteo passi,ma da domani di nuovo pronti ad intervenire laddove l'alluvione ha colpito più duramente,sempre al fianco della popolazione,per chi volesse partecipare attivamente può contattare i numeri qui sotto:
Emilia Romagna:
Simeone 3333634893
Luca 3280394099
Giuseppe 3357284479
Veneto:
Dario 3468338454 bsa.padova@gmail.com
Piemonte:
Alyosha 3356552466
Toscana
Ilaria 3925031337 brigatatoscana@autistici.org
Lazio:
Maria 3336055582
Umbria:
Oscar 3496437714
venerdì 4 novembre 2011
[BSA EMERGENZA ALLUVIONE] report 4 Novembre
04/11/11 La Spezia
Vi scriviamo dopo una giornata di duro lavoro all’interno del palazzetto dello sport di La Spezia. In previsione dell'allerta meteo prevista da Giovedì notte fino a Domenica, la autorità hanno deciso di evacuare alcuni paesi. Abbiamo quindi allestito 150 posti letto, scaricato 150 materassi e preparato una cucina per sentirci infine dire , dopo ore di lavoro, che non sarebbe arrivato nessuno perchè gli sfollati saranno indirizzati altrove. Questo evento ci dà ancora più certezza di quanto sia inefficiente e scoordinata la gestione della protezione civile anche se, visti i precedenti aquilani, non ci si è sorpresi più di tanto. Oltre ad essere umanamente avvilente questo episodio è stato anche uno spreco di risorse economiche pubbliche avvenuto in un periodo in cui si operano tagli indiscriminati ai servizi e si richiama costantemente al sacrificio (evidentemente sempre dei soliti lavoratori) mentre altri possono permettersi di procedere contrariamente e sperperare denaro pubblico con l’aggravante di farlo nel bel mezzo di una catastrofe.
E ci ha presi subito un forte senso di amarezza: eravamo convinti di essere riusciti ad allestire un luogo di accoglienza in cui far sentire le persone come tali, non un pezzo di carne stoccato, renendoli partecipi dell'organizzazione stessa e cecando di far vivere quel palazzetto come un loro luogo. Lontani dall'assistenzialismo puro e semplice volevamo far conoscere agli sfollati le nostre pratiche di autorganizzazione: non i campi di accoglienza militarizzati de l'Aquila, ma un luogo in cui ogni singolo ha un pezzetto di potere decisionale nelle proprie mani.
Ormai è chiaro che il nostro modo di intervenire rimane in contrasto con le dinamiche affaristiche di questo paese, ma trova ampio riscontro tra le popolazioni incontrate nel nostro percorso; così come è altrettanto chiaro che in Italia chi porta solidarietà attiva e disinteressata viene messo ai margini dalla macchina istituzionale di intervento.
Nonostante tutto ciò siamo convinti che il nostro operato a fianco della gente debba continuare visto che il lavoro svolto in questi giorni in mezzo al fango ha trovato una forte corrispondenza negli abitanti e suscitato un senso profondo di gratitudine nei nostri confronti.
QUESTO CI RIEMPIE DI ORGOGLIO E CI DA' MAGGIOR IMPULSO PER CONTINUARE DIRITTI NELLA NOSTRA STRADA.
Cari briganti rimanete sintonizzati con le antenne diritte visto che la situazione si evolve continuamente: pala, stivali e zaino siano pronti vicino all’uscio. Chi non può venire può comunque contribuire con un piccolo versamento su questa postepay 4023600614427674: come realtà autofinanziata possiamo arrivare fino a dove i nostri mezzi di lavoratori, disoccupati, studenti e cassaintegrati ci fanno arrivare.
BSA EMERGENZA ALLUVIONE 3-4/11/11
AVANTI BRIGATE!!!!
Vi scriviamo dopo una giornata di duro lavoro all’interno del palazzetto dello sport di La Spezia. In previsione dell'allerta meteo prevista da Giovedì notte fino a Domenica, la autorità hanno deciso di evacuare alcuni paesi. Abbiamo quindi allestito 150 posti letto, scaricato 150 materassi e preparato una cucina per sentirci infine dire , dopo ore di lavoro, che non sarebbe arrivato nessuno perchè gli sfollati saranno indirizzati altrove. Questo evento ci dà ancora più certezza di quanto sia inefficiente e scoordinata la gestione della protezione civile anche se, visti i precedenti aquilani, non ci si è sorpresi più di tanto. Oltre ad essere umanamente avvilente questo episodio è stato anche uno spreco di risorse economiche pubbliche avvenuto in un periodo in cui si operano tagli indiscriminati ai servizi e si richiama costantemente al sacrificio (evidentemente sempre dei soliti lavoratori) mentre altri possono permettersi di procedere contrariamente e sperperare denaro pubblico con l’aggravante di farlo nel bel mezzo di una catastrofe.
E ci ha presi subito un forte senso di amarezza: eravamo convinti di essere riusciti ad allestire un luogo di accoglienza in cui far sentire le persone come tali, non un pezzo di carne stoccato, renendoli partecipi dell'organizzazione stessa e cecando di far vivere quel palazzetto come un loro luogo. Lontani dall'assistenzialismo puro e semplice volevamo far conoscere agli sfollati le nostre pratiche di autorganizzazione: non i campi di accoglienza militarizzati de l'Aquila, ma un luogo in cui ogni singolo ha un pezzetto di potere decisionale nelle proprie mani.
Ormai è chiaro che il nostro modo di intervenire rimane in contrasto con le dinamiche affaristiche di questo paese, ma trova ampio riscontro tra le popolazioni incontrate nel nostro percorso; così come è altrettanto chiaro che in Italia chi porta solidarietà attiva e disinteressata viene messo ai margini dalla macchina istituzionale di intervento.
Nonostante tutto ciò siamo convinti che il nostro operato a fianco della gente debba continuare visto che il lavoro svolto in questi giorni in mezzo al fango ha trovato una forte corrispondenza negli abitanti e suscitato un senso profondo di gratitudine nei nostri confronti.
QUESTO CI RIEMPIE DI ORGOGLIO E CI DA' MAGGIOR IMPULSO PER CONTINUARE DIRITTI NELLA NOSTRA STRADA.
Cari briganti rimanete sintonizzati con le antenne diritte visto che la situazione si evolve continuamente: pala, stivali e zaino siano pronti vicino all’uscio. Chi non può venire può comunque contribuire con un piccolo versamento su questa postepay 4023600614427674: come realtà autofinanziata possiamo arrivare fino a dove i nostri mezzi di lavoratori, disoccupati, studenti e cassaintegrati ci fanno arrivare.
BSA EMERGENZA ALLUVIONE 3-4/11/11
AVANTI BRIGATE!!!!
BSA EMERGENZA ALLUVIONE - Borghetto Di Vara (SP) Report dal 30/10 al 02/11/2011
Domenica 30 ottobre una prima squadra di volontari Briganti è arrivata dalla Toscana, Emilia Romagna e Trentino, nelle zone alluvionate.
Una mobilitazione dal basso, per portare solidarietà attiva in modo del tutto autorganizzato, autogestito ed autofinanziato, raccogliendo il "grido" di una popolazione in forte difficoltà e l'appello dei compagni di Rifondazione di La Spezia già attivi per l'emergenza.
Ci siamo coordinati con loro, che hanno preso contatti con le organizzazioni che stavano gestendo (o tentando di gestire) gli aiuti in mezzi e braccia umane, senza mai mettere in discussione, sia in termini politici sia in termini di organizzazione pratica, la nostra autonomia. Abbiamo raggiunto da subito uno dei paesi più disastrati dall'alluvione: Borghetto Di Vara.
L'impatto è stato forte, il fango ha avuto la meglio su ogni cosa, strade, case, macchine, alberi, vite.
Entrare nelle abitazioni e cercare di salvare il possibile, squarci di vite e intimità delle persone, non è stato affatto facile. Ci vuole poco ad immedesimarsi nella vita quotidiana degli abitanti, come ci è voluto poco per sentire la rabbia per gli anni e anni di abbandono istituzionale del territorio: un attimo di pioggia, smottamenti, esondazioni e si perde tutto, anche la vita.
Pieni di volontà di agire e con l'intento di favorire l'autorganizzazione anche in casi di emergenza, siamo stati inizialmente spettatori del piglio militare con cui è gestita la "solidarità organizzata", tentando di capire le urgenze di azione e senza interferire con il loro operato: ci siamo ritagliati quindi i nostri spazi d' intervento, in mezzo al fango, in mezzo alla gente. Ci ha colpiti fin da subito l'ottimo livello di autorganizzazione: gli abitanti, tutt'altro che passivi, si organizzano in gruppi per aiutarsi a vicenda nelle pulizie e collaborano con i volontari, offrono caffè, grappa e si danno da fare per ricambiare in qualche modo l’impegno di persone che stanno accorrendo da tutta Italia.
Il primo intervento ci ha visti operare per svuotare una grande casa completamente sommersa dalla furia delle esondazioni, luogo che doveva essere liberato in quanto utile come base di appoggio per la gente del luogo e per alcuni volontari di altre associazioni che già da giorni erano a spaccarsi la schiena in mezzo al fango. Siamo stati indirizzati lì dalla protezione civile stessa che poi, a lavoro quasi ultimato, dopo ore passate in mezzo a fango, vetri e cavi elettrici, ci ha sbattuto fuori per "motivi di sicurezza".
Ne abbiam preso atto, sempre più convinti che l'unica forma concreta per dare corpo al nostro intervento fosse quella di parlare con la gente del posto, ascoltare direttamente da loro le urgenze e coordinarci direttamente con loro. Noi, contrariamente ad altri, non riceviamo ordini da chi sta comodamente seduto in un ufficio e non parla con la gente, ne abbiamo esigenze da "esibizione televisiva".
Il giorno successivo, grazie ad una segnalazione di un assessore comunale, ci siamo spostati nella parte nord del paese, meno battuta dagli interventi di aiuto, dove la casa di un vecchio compagno reduce della resistenza, era circondata da circa mezzo metro di fango. Angelo ha 90 anni, è arrabbiato perchè nessuno ha pensato a lui, nessuno si è mosso per liberargli la casa circondata dal fango. Angelo contadino, Angelo che prende la zappa e sfidando i problemi di cuore si unisce a noi, Angelo deluso e arrabbiato, ma mai come con i Nazisti che provarono a rubargli le patate, Angelo con un occhio al nostro sudore e l'altro alle montagne, un tempo mete di partigiani oggi abbandonate, pericolose, assassine.
Ci ringrazia mille volte, si scusa per quel poco che riesce ad offrirci, è abituato a viziarsi con salami e formaggio, ma oggi vive in un paese che non offre più possibilità di scelta, un paese distrutto che non ha più vizi da offrire, ma ha un gran voglia e forza di rialzarsi e ricominciare a testa alta.
Il 1° novembre, per molti giornata di festa e passerelle televisive, è per noi giorno della testardaggine, un giorno in cui vediamo Borghetto fortunatamente meta di molti volontari e svariati mezzi: non c'è molto da fare, se non lavori secondari. Veniamo a sapere che è stata riaperta una strada secondaria, pericolosa ma libera, per Cassana, frazione di Borghetto, travolta per metà da una frana enorme e isolata per vari giorni. Decidiamo comunque di andare, partiamo in 20 con tutte le precauzioni vista la strada principale ancora interrotta. La tragicità della situazione è chiara fin da quando arriviamo: il primo incontro è con una famiglia la cui casa è stata per metà sventrata da una frana. Lamentano che nessuno interviene, occorrono teli per corpire il tetto e puntelli per le pareti. Un rapido giro di chiamate ci chiarisce la situazione: nessuno interverrà perchè la casa può essere solo demolita. Resta solo il dramma di una famiglia che ha perso tutto, ma non si vuole rassegnare. Resta il nostro dramma interiore di non poter aiutare.
Ci spostiamo più avanti, cercando di capire cosa si potesse fare:arrivati al paese siamo stati raggiunti da alcuni abitanti del luogo che volevano sfogarsi, raccontare, ma anche mettersi a disposizione se ci fosse servito qualcosa; anche qui troviamo gente dal carattere forte, generoso e ricco di voglia di partecipare. Abbiamo aspettato un coordinatore che di fatto è arrivato solo nel tardo pomeriggio, fatto una serie di sopralluoghi, affacciandoci sulla borgata del paese, rendendoci conto di una situazione drammatica: una frana ha demolito diverse case, ci sono stati morti, c’è sconforto, anche tra la Protezione Civile che non riesce ad entrare con nessun mezzo là dentro e non sa come impostare l’intervento di messa in sicurezza.
È impossibile scendere laggiù, quindi decidiamo di riportare una quindicina di Briganti a Borghetto (con le mani in mano non piace stare a nessuno), ma poiché di fatto a Cassana e frazioni limitrofe non ci stava operando nessuno, abbiamo pensato di insistere, convinti che da fare ce ne fosse stato fin troppo.
Mentre gli altri riprendevano a spalare fango a Borgetto, un piccolo gruppo si è preso la briga di cominciare un giro di indagini, per reperire quanti più contatti possibili ed affrontare un giro di telefonate tra vari coordinatori. parlando col COM (centro operativo misto per le emergenze) ed infine con il geometra del Comune il quale segnalava l'assoluta urgenza di ripulire gli scoli della strada, gli sbocchi delle fogne, i tombini, tutto ancora intasato lassù a Cassana e dintorni, urgenza forte in previsione dell’allarme meteo 2 annunciato da giovedì fino a domenca.
Chiarita la situazione la “BSA EMERGENZA ALLUVIOENE” si è riunita nuovamente per raggiungere il luogo più a rischio, a Corneto con un BOBCAT a disposizione che toglieva la parte più grossa della terra e noi con pale, zappe e carriole a scavare per liberare fogne e tombini, trovando di fatto lavoro non solo al nostro gruppo presente, ma anche ai turni dei giorni successivi e dando voce ad un urgenza che chiedeva anche l’attenzione della Protezione Civile.
A buio, ci presentiamo al COM chiedendo un altro BOBCAT e volontari per i giorni seguenti a Corneto, registrandoci nella lista delle associazioni presenti, così da essere chiamati e riconosciuti per ciò che concerne l'emergenza.
Nei primi tre giorni intensi di duro lavoro fisico e psicologico ci siamo resi conto della tempra di questa gente e della loro rabbia riversata giustamente contro i vari livelli istituzionali che hanno ignorato la messa in sicurezza di queste terre, con leggi assurde e negligenza perpetuata (invece di fare la Tav, viene spontaneo domandare, perchè non si fa manutenzione del territorio?). La gente non si fida, non vuole lasciare le proprie case perché non crede nella ricostruzione.
In un organizzazione che rasenta il ridicolo e il caos di un coordinamento che ti impedisce di avere una visione oggettiva della situazione, ci siam ritrovati a ufficializzare segnalazioni e richieste di aiuto.
Gli stipendiati della Protezione Civile sono spesso in riunioni organizzative interminabili mentre i volontari per le strade restano a subire le ingiurie e a far rispettare delle regole che di fatto non hanno nessun valore legale.
Ci troviamo noi, che viviamo in mezzo alle strade vicini alla popolazione, a segnalare ed intervenire per primi, sollecitando per far intervenire chi di dovere.
La situazione è difficile ma la mobilitazione nazionale delle Brigate di Solidarietà Attiva continua con richieste di partecipazione da tutta Italia. Ad oggi sul posto sono presenti Briganti di Milano, Pavia, la BSA dei Castelli Romani e la BSA Toscana: continueremo a portare la nostra solidarietà autorganizzata e di classe senza lasciarci abbattere dalle difficoltà, come altre emergenze che abbiamo affrontato ci hanno insegnato a fare.
BSA EMERGENZA ALLUVIONE - 30/10-02/11/2011
Una mobilitazione dal basso, per portare solidarietà attiva in modo del tutto autorganizzato, autogestito ed autofinanziato, raccogliendo il "grido" di una popolazione in forte difficoltà e l'appello dei compagni di Rifondazione di La Spezia già attivi per l'emergenza.
Ci siamo coordinati con loro, che hanno preso contatti con le organizzazioni che stavano gestendo (o tentando di gestire) gli aiuti in mezzi e braccia umane, senza mai mettere in discussione, sia in termini politici sia in termini di organizzazione pratica, la nostra autonomia. Abbiamo raggiunto da subito uno dei paesi più disastrati dall'alluvione: Borghetto Di Vara.
L'impatto è stato forte, il fango ha avuto la meglio su ogni cosa, strade, case, macchine, alberi, vite.
Entrare nelle abitazioni e cercare di salvare il possibile, squarci di vite e intimità delle persone, non è stato affatto facile. Ci vuole poco ad immedesimarsi nella vita quotidiana degli abitanti, come ci è voluto poco per sentire la rabbia per gli anni e anni di abbandono istituzionale del territorio: un attimo di pioggia, smottamenti, esondazioni e si perde tutto, anche la vita.
Pieni di volontà di agire e con l'intento di favorire l'autorganizzazione anche in casi di emergenza, siamo stati inizialmente spettatori del piglio militare con cui è gestita la "solidarità organizzata", tentando di capire le urgenze di azione e senza interferire con il loro operato: ci siamo ritagliati quindi i nostri spazi d' intervento, in mezzo al fango, in mezzo alla gente. Ci ha colpiti fin da subito l'ottimo livello di autorganizzazione: gli abitanti, tutt'altro che passivi, si organizzano in gruppi per aiutarsi a vicenda nelle pulizie e collaborano con i volontari, offrono caffè, grappa e si danno da fare per ricambiare in qualche modo l’impegno di persone che stanno accorrendo da tutta Italia.
Il primo intervento ci ha visti operare per svuotare una grande casa completamente sommersa dalla furia delle esondazioni, luogo che doveva essere liberato in quanto utile come base di appoggio per la gente del luogo e per alcuni volontari di altre associazioni che già da giorni erano a spaccarsi la schiena in mezzo al fango. Siamo stati indirizzati lì dalla protezione civile stessa che poi, a lavoro quasi ultimato, dopo ore passate in mezzo a fango, vetri e cavi elettrici, ci ha sbattuto fuori per "motivi di sicurezza".
Ne abbiam preso atto, sempre più convinti che l'unica forma concreta per dare corpo al nostro intervento fosse quella di parlare con la gente del posto, ascoltare direttamente da loro le urgenze e coordinarci direttamente con loro. Noi, contrariamente ad altri, non riceviamo ordini da chi sta comodamente seduto in un ufficio e non parla con la gente, ne abbiamo esigenze da "esibizione televisiva".
Il giorno successivo, grazie ad una segnalazione di un assessore comunale, ci siamo spostati nella parte nord del paese, meno battuta dagli interventi di aiuto, dove la casa di un vecchio compagno reduce della resistenza, era circondata da circa mezzo metro di fango. Angelo ha 90 anni, è arrabbiato perchè nessuno ha pensato a lui, nessuno si è mosso per liberargli la casa circondata dal fango. Angelo contadino, Angelo che prende la zappa e sfidando i problemi di cuore si unisce a noi, Angelo deluso e arrabbiato, ma mai come con i Nazisti che provarono a rubargli le patate, Angelo con un occhio al nostro sudore e l'altro alle montagne, un tempo mete di partigiani oggi abbandonate, pericolose, assassine.
Ci ringrazia mille volte, si scusa per quel poco che riesce ad offrirci, è abituato a viziarsi con salami e formaggio, ma oggi vive in un paese che non offre più possibilità di scelta, un paese distrutto che non ha più vizi da offrire, ma ha un gran voglia e forza di rialzarsi e ricominciare a testa alta.
Il 1° novembre, per molti giornata di festa e passerelle televisive, è per noi giorno della testardaggine, un giorno in cui vediamo Borghetto fortunatamente meta di molti volontari e svariati mezzi: non c'è molto da fare, se non lavori secondari. Veniamo a sapere che è stata riaperta una strada secondaria, pericolosa ma libera, per Cassana, frazione di Borghetto, travolta per metà da una frana enorme e isolata per vari giorni. Decidiamo comunque di andare, partiamo in 20 con tutte le precauzioni vista la strada principale ancora interrotta. La tragicità della situazione è chiara fin da quando arriviamo: il primo incontro è con una famiglia la cui casa è stata per metà sventrata da una frana. Lamentano che nessuno interviene, occorrono teli per corpire il tetto e puntelli per le pareti. Un rapido giro di chiamate ci chiarisce la situazione: nessuno interverrà perchè la casa può essere solo demolita. Resta solo il dramma di una famiglia che ha perso tutto, ma non si vuole rassegnare. Resta il nostro dramma interiore di non poter aiutare.Ci spostiamo più avanti, cercando di capire cosa si potesse fare:arrivati al paese siamo stati raggiunti da alcuni abitanti del luogo che volevano sfogarsi, raccontare, ma anche mettersi a disposizione se ci fosse servito qualcosa; anche qui troviamo gente dal carattere forte, generoso e ricco di voglia di partecipare. Abbiamo aspettato un coordinatore che di fatto è arrivato solo nel tardo pomeriggio, fatto una serie di sopralluoghi, affacciandoci sulla borgata del paese, rendendoci conto di una situazione drammatica: una frana ha demolito diverse case, ci sono stati morti, c’è sconforto, anche tra la Protezione Civile che non riesce ad entrare con nessun mezzo là dentro e non sa come impostare l’intervento di messa in sicurezza.
È impossibile scendere laggiù, quindi decidiamo di riportare una quindicina di Briganti a Borghetto (con le mani in mano non piace stare a nessuno), ma poiché di fatto a Cassana e frazioni limitrofe non ci stava operando nessuno, abbiamo pensato di insistere, convinti che da fare ce ne fosse stato fin troppo.
Mentre gli altri riprendevano a spalare fango a Borgetto, un piccolo gruppo si è preso la briga di cominciare un giro di indagini, per reperire quanti più contatti possibili ed affrontare un giro di telefonate tra vari coordinatori. parlando col COM (centro operativo misto per le emergenze) ed infine con il geometra del Comune il quale segnalava l'assoluta urgenza di ripulire gli scoli della strada, gli sbocchi delle fogne, i tombini, tutto ancora intasato lassù a Cassana e dintorni, urgenza forte in previsione dell’allarme meteo 2 annunciato da giovedì fino a domenca.
Chiarita la situazione la “BSA EMERGENZA ALLUVIOENE” si è riunita nuovamente per raggiungere il luogo più a rischio, a Corneto con un BOBCAT a disposizione che toglieva la parte più grossa della terra e noi con pale, zappe e carriole a scavare per liberare fogne e tombini, trovando di fatto lavoro non solo al nostro gruppo presente, ma anche ai turni dei giorni successivi e dando voce ad un urgenza che chiedeva anche l’attenzione della Protezione Civile.
A buio, ci presentiamo al COM chiedendo un altro BOBCAT e volontari per i giorni seguenti a Corneto, registrandoci nella lista delle associazioni presenti, così da essere chiamati e riconosciuti per ciò che concerne l'emergenza.
Nei primi tre giorni intensi di duro lavoro fisico e psicologico ci siamo resi conto della tempra di questa gente e della loro rabbia riversata giustamente contro i vari livelli istituzionali che hanno ignorato la messa in sicurezza di queste terre, con leggi assurde e negligenza perpetuata (invece di fare la Tav, viene spontaneo domandare, perchè non si fa manutenzione del territorio?). La gente non si fida, non vuole lasciare le proprie case perché non crede nella ricostruzione.
In un organizzazione che rasenta il ridicolo e il caos di un coordinamento che ti impedisce di avere una visione oggettiva della situazione, ci siam ritrovati a ufficializzare segnalazioni e richieste di aiuto.
Gli stipendiati della Protezione Civile sono spesso in riunioni organizzative interminabili mentre i volontari per le strade restano a subire le ingiurie e a far rispettare delle regole che di fatto non hanno nessun valore legale.
Ci troviamo noi, che viviamo in mezzo alle strade vicini alla popolazione, a segnalare ed intervenire per primi, sollecitando per far intervenire chi di dovere.
La situazione è difficile ma la mobilitazione nazionale delle Brigate di Solidarietà Attiva continua con richieste di partecipazione da tutta Italia. Ad oggi sul posto sono presenti Briganti di Milano, Pavia, la BSA dei Castelli Romani e la BSA Toscana: continueremo a portare la nostra solidarietà autorganizzata e di classe senza lasciarci abbattere dalle difficoltà, come altre emergenze che abbiamo affrontato ci hanno insegnato a fare.
BSA EMERGENZA ALLUVIONE - 30/10-02/11/2011
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