giovedì 1 settembre 2016

Amatrice


Buongiorno da Amatrice! 
Il campo sta prendendo sempre più forma: ecco alcune foto della tensostruttura montata, dei magazzini, della mensa volontari e del parcheggio.
UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AI VIGILI DEL FUOCO CHE IERI HANNO SPIANATO IL TERRENO PER CONSENTIRE LA POSA DELLA TENSOSTRUTTURA!

mercoledì 31 agosto 2016

+++ CHIAMATA VOLONTARI +++

+++ CHIAMATA VOLONTARI  +++
Ad una settimana dal nostro intervento nelle zone colpite dal Terremoto del Centro Italia, siamo attualmente presenti sul territorio di Acquasanta con all'attivo una cucina che già da due giorni ci permette di erogare più di 300 pasti fra pranzo e cena, saranno inoltre operativi a breve due spacci popolari che serviranno le zone di Acquasanta, Amatrice e le frazioni limitrofe col servizio “Volante Rossa”, tramite il quale in modo capillare stiamo tra la gente, soprattutto nei luoghi di autogestione dell'emergenza : portiamo cibo, vestiario, prodotti per l'igiene, ascoltiamo e cerchiamo il confronto e la condivisione delle vere informazioni.
C'è tanto lavoro pratico da fare, ma non solo: siamo una realtà che non ama fare assistenzialismo puro. Come Brigate di Solidarietà Attiva prediligiamo le pratiche, ma lo facciamo sempre cercando di favorire processi di autorganizzazione e aggregazione sociale, seguendo i principi di antirazzismo, anticapitalismo e antifascismo che da sempre caratterizzano il nostro Statuto e la nostra azione politica.
Per questo, a fronte del lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi e per rispondere alle tantissime disponibilità arrivateci da ogni parte d'Italia invitiamo chiunque si riconosca nel nostro Statuto e voglia unirsi al corpo volontari di comunicarlo alla seguente mail: volontaribsa@gmail.com, indicando:
- Nome e Cognome
- Numero di telefono
- Luogo e data di nascita
- Città di provenienza
- Giorni di disponibilità (Per una migliore gestione dei turni dei volontari, si richiedono disponibilità della durata di minimo 4 e massimo 7 giorni.)
- Se si è auto-muniti
- Competenze e professionalità particolari (idraulici, elettricisti, cuochi/e ect).
- Se si è più di una persona, indicare riferimenti e ogni altra indicazione richiesta per ogni componente del gruppo.
Invitiamo nuovamente tutti e tutte a non partire isolatamente senza comunicazione e di far riferimento solo e soltanto alla mail volontaribsa@gmail.com.
DIFFONDETE GRAZIE!

IBAN PER DONAZIONI




In tantissimi ci avete chiesto di donare fondi per portare avanti i nostri progetti nelle zone terremotate.
Da oggi è attivo un conto corrente che abbiamo attivato appositamente.
A breve maggiori info anche per donazioni attraverso paypal e carta di credito.
A breve lanceremo ufficialmente la raccolta fondi nazionale spiegando dettagliatamente i progetti che intendiamo sviluppare e garantendovi che renderemo pubblico anche on-line il nostro bilancio.
GRAZIE A TUTTI!

+++URGENTE PER LE CONSEGNE+++

+++URGENTE PER LE CONSEGNE:
Ribadiamo che ogni punto di raccolta deve scriverci alla mail magazzinibsa@gmail.com 
indicandoci un referente. Al referente verrà inviato il proforma di inventario da compilare. 
Chi non ci contatta non verrà attivato e non potrà arrivare ai magazzini.
Finchè non ci arriva il proforma compilato non consideriamo attivabile quel punto raccolta per la consegna. Tutto questo in quanto la gestione é davvero molto complessa, dateci una mano! +++

mercoledì 9 luglio 2014

CASTELNUOVO E BASSA VALLE SCRIVIA, LA LOTTA DEI BRACCIANTI CONTINUA!

“C’è una situazione in Bassa Valle Scrivia di violazione continua di leggi e di contratti nelle campagne. Non ci risulta che quest’estate siano stati effettuati controlli in loco; o meglio, un controllo è avvenuto – ci risulta – il 17 ottobre, quando ormai la stagione agricola volgeva al termine! Vogliamo capire qual è il percorso di ripristino della legalità e per l’applicazione dei contratti e delle leggi sul lavoro.
Questo stato di cose non può continuare, prima o poi si riscia una nuova esplosione, nel silenzio totale di istituzioni e di organismi di sorveglianza”.
Questo era un “pezzo” del comunicato stampa del 27 ottobre 2013 del Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia, realtà autorganizzata composta da braccianti e solidali, nata sull’onda della lotta dei 74 giorni dei braccianti marocchini dell’azienda agricola Lazzaro Bruno e Mauro di Castelnuovo Scrivia.
Sapevamo che non era finita, che le situazioni di lavoro schiavista nelle campagne caratterizzano l’agricoltura ortofrutticola della Bassa Valle Scrivia e di altre zone del Piemonte: salari di fame, condizioni di lavoro bestiali, manodopera in “nero”, rinnovo di permessi di soggiorno dietro pagamento. Insomma, un’altra “Rosarno” al nord, ad una manciata di chilometri da Milano, in un’area di agricoltura d’eccellenza, dove la grande distribuzione commerciale si riforniva dei suoi prodotti.
E’ dunque merito anche delle nostre pressioni e denunce se, quest’anno, le cose stanno andando diversamente.

mercoledì 18 giugno 2014

[SALUZZO] note a caldo sulle proteste di ieri al Foro Boario




Il calo delle temperature di questi giorni non ha certo raffreddato gli animi dei lavoratori bracciantili e dei disoccupati alla ricerca di un salario di sussistenza che stanno convergendo su Saluzzo per l'imminente inizio della stagione di raccolta, soprattutto ora che si palesa la continuità della nuova giunta comunale con la precedente, per la mancanza di volontà nell'affrontare dignitosamente il bisogno abitativo di chi approda in queste campagne.

Il campo di accoglienza della Caritas, come era prevedibile, ha già esaurito le sue disponibilità. 210 posti in tende simili a quelle utilizzate nei campi profughi o per far fronte a disastri ambientali, laddove l'anno scorso sullo stesso suolo era sorto un campo senza barriere e limitazioni, in cui avevano vissuto fino a 700 lavoratori e disoccupati. Il campo di container della Coldiretti, invece, non è ancora stato montato, poichè l'interesse padronale coincide solamente con la massimizzazione dei propri profitti e se la stagione di raccolta a pieno regime inizierà più avanti, perché utilizzare il proprio capitale ora che non è produttivo? Nel frattempo, il padronato può attingere al bacino di manodopera già arrivato nelle campagne, scaricando sui lavoratori stagionali stessi e sul terzo settore il reperimento ed il costo dell'alloggiamento.

Lo spettro del “campo”, che nel nostro paese viene comunemente usato per governare situazioni di “eccezione” (basti pensare alle politiche dei “campi nomadi”, al dispositivo dei CIE e dei CARA, ai campi creati in seguito a diversi tipi di calamità, etc.), appare sempre più una forma di contenimento temporale, oltre che spaziale, della forza-lavoro
. A Saluzzo, ad esempio, l'esistenza di più campi nelle zone periferiche della città prefigura un modello di inclusione ultra-differenziale dei lavoratori stagionali provenienti dall'Africa occidentale: campo-container per i lavoratori impiegati a tempo pieno; campo-tende dove far sostare la manodopera “in eccesso” che resterà in attesa di essere impiegata durante i picchi di raccolta; esclusione e respingimento di tutti gli “inutili”.

lunedì 16 giugno 2014

[FOGGIA] fuori dal ghetto?

Una storia che si ripete, quella che sta andando in scena in queste settimane, e che si snoda attorno all’ormai celebre Grand Ghetto di Rignano Garganico (FG) una baraccopoli sorta alla fine degli anni Novanta e abitata prevalentemente da lavoratori agricoli di origine africana, attualmente sotto minaccia di sgombero. Anzi, di ‘svuotamento’, secondo gli equilibrismi linguistici delle istituzioni pugliesi che, dopo anni di quasi totale silenzio, si stanno attivando con un progetto dal nome e dai contenuti anch’essi piuttosto funambolici: ‘Capo Free, Ghetto Off’.

Lo scandalo scatenato oltralpe da un documentario dell’emittente France2, che denunciava il grave sfruttamento che si cela dietro diversi prodotti agroalimentari commercializzati da alcune catene di supermercati francesi, ha senz’altro sortito qualche effetto. E lo stesso si può dire dei servizi di un altro gigante mediatico come la BBC e delle iniziative di boicottaggio avvenute in Norvegia e Gran Bretagna. La domanda potrebbe dunque farsi strada tra i più cinici: alle istituzioni sta davvero a cuore combattere lo sfruttamento, oppure il loro obiettivo principale è quello di salvaguardare l’immagine della regione e delle imprese locali nel mondo?

Stando alle dichiarazioni della giunta regionale, quello da poco approvato è un piano di azione sperimentale per un’accoglienza dignitosa e il lavoro regolare dei migranti in agricoltura che prevede, tra l’altro, l’allestimento di ben cinque tendopoli della Protezione civile entro il primo luglio, per un totale di 1250 posti disponibili fino al 30 settembre. I fondi (circa un milione e trecentomila euro, a giudicare dalla delibera dello scorso 2 aprile – che però non dà indicazioni molto chiare a riguardo) saranno probabilmente stornati da quelli precedentemente utilizzati per la fornitura di acqua e bagni chimici e per il presidio sanitario di Emergency (in questi anni, una volta alla settimana, un solo poliambulatorio mobile ha fornito cure di base a un insediamento in continua espansione, che nel picco della stagione ospita fino a 1500 persone). A quanto sembra, solo tre dei cinque siti sono stati finora individuati: l’area servizi dell’ex-aeroporto militare di Amendola; un sito in località Vulgano; il terreno adiacente all’albergo diffuso che si trova nel comune di San Severo. Eppure, finora, non c’è l’ombra di una tenda.