sabato 3 dicembre 2011

[BSA TOSCANA]Dalla parte di via slataper: il punto della situazione

L'antefatto:
Nella giornata di lunedì 28 novembre, mentre numerosi aderenti al movimento "picchettavano" alcuni sfratti, venivamo informati dalla segreteria dell'assessore alla sicurezza sociale che nella stessa giornata di Lunedì 28, la Regione Toscana doveva chiedere tramite la Giunta Regionale l'immediato rilascio dello stabile di Via Slataper da persone e cose...dopo una breve trattativa l'Assessore Allocca rimandava la richiesta al prossimo lunedì 5 dicembre...
Il modo di operare della stessa Regione Toscana e dell'Assessore Allocca, ovviamente lascia aperte amare considerazioni, ma di questo parleremo in altre occasioni.

Nei fatti un nuovo sgombero sta per essere eseguito e ogni volontà di aprire un tavolo di trattativa tra le parti, seppellito in partenza...
Proprio in questi giorni l'emergenza casa a Firenze assume caratteri drammatici, e non aspettavamo dalla Regione Toscana un messaggio così forte...anche se oramai con le istituzioni (tutte...) il rapporto è di costante calamità naturale...cioè devastante...
Lunedì si è svolta la consueta assemblea del movimento e ieri sera quella dei richiedenti asilo somali,eritrei, etiopi di Via Slataper...alla presenza di una delgazione del movimento stesso e di alcuni insegnanti della scuola di italiano.

QUESTE LE PRIME DEECISIONI:

-SABATO 3 DICEMBRE, alle ore 11,30 CONFERENZA STAMPA CONDIVISA IN VIA SLATAPER 6 oltre ai richiedenti asilo e al movimento di lotta per la casa, al csa next emerson, alla Brigata di Solidarietà Attiva Toscana, sono invitati tutti i soggetti collettivi solidali con l'occupazione (RETE ANTIRAZZISTA, L'ALTRA CITTA', L'UNIONE INQUILINI LA FONDAZIONE MICHELUCCI, IL PROGETTO CONCIATORI, INDIGNADOS, E tutti gli altri...)

-Sempre SABATO 3 DICEMBRE DALLE 19,30 in poi CENA MULTIETNICA E MUSICA organizzata dai richiedenti asilo eritrei e etiopi dell'occupazione stessa...

-LUNEDI' 5 DICEMBRE ALLE ORE 9 PRESSO IL PALAGIO DI PARTE GUELFA PRESIDIO DI MASSA CONTRO LE ASTE PUBBLICHE DI VENDITA DEI PALAZZI COMUNALI E DI PRIVATIZAZZIONE DEI BENI COMUNI...

il movimento di lotta per la casa invita tutte e tutti alla pìù ampia solidarietà... e la Brigata di Solidarietà Attiva Toscana si unisce all'appello.....DIFFONDETE!


lunedì 28 novembre 2011

[PUBBLICHIAMO PER DAR VOCE A QUESTA LOTTA]: LETTERA APERTA AI POPOLI E GOVERNI DELLA NOSTRA AMERICA

Siamo profondamente preoccupati e preoccupate per la gravità della situazione del movimento contadino del Bajo Aguan, nella regione settentrionale dell’Honduras. Giorno per giorno ci pervengono nuove denunce - alcune disperate - sui crimini subiti. Con una presenza militare e poliziesca fortemente intensificata negli ultimi tempi - la cui responsabilità nella repressione è ripetutamente segnalata - siamo convinti che è urgente agire per evitare conseguenze peggiori.
Ci tormenta in particolare la preoccupazione per i bambini e bambine del Bajo Aguan, che vivono in situazione di terrore: i traumi causati dalla repressione e dalla paura cui sono costantemente sottoposti, marcheranno la loro vita per sempre. Alcuni giorni fa, proprio quando iniziava l'Operativo militare Lampo, un gruppo di contadini e contadine di ritorno dal cimitero, dopo aver fatto visita alle tombe dei loro parenti e compagni contadini caduti nella lotta per la terra, sono stati assaliti, alcuni assassinati, altri feriti. I bambini e le bambine che li accompagnavano sono stati testimoni di quel brutale attacco.
Per questo alziamo la nostra voce di allerta e sollecitiamo una pronta ed efficace risposta da parte dei popoli, governi ed istituzioni della nostra America in difesa della vita e per porre le basi per una giusta risoluzione dei conflitti di fondo.
Alcuni precedenti
La gravità del problema fu denunciata lo scorso 24 ottobre, nell’ambito del 143º Periodo di Sessioni della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), in cui si documentò l'incremento di omicidi - 42 vittime tra uomini e donne, affiliati ad organizzazioni contadine, tra settembre 2009 ed ottobre 2011 -, di persecuzioni, minacce ed intimidazioni contro circa 3.500 famiglie contadine che reclamano il diritto alla terra e all'alimentazione. Esse sono totalmente indifese di fronte alla criminale repressione e al saccheggio da parte dell'oligarchia honduregna, fondamentalmente legata in quella zona alla produzione di palma da olio e strettamente vincolata al regime politico instaurato dopo il colpo di stato del 2009. A tali omicidi si aggiungono i processi giudiziari contro oltre 160 contadini (iniziati fino a luglio del 2011), gli sgomberi forzati e la distruzione delle abitazioni e mezzi di sussistenza d’interi villaggi.
Stando ai rapporti e alle denunce pubbliche disponibili, nel paese vi sono oltre 600.000 famiglie prive di terra, senza che esista da parte dello Stato honduregno una strategia agraria per risolvere la grave problematica sociale. Il conflitto agrario in Honduras si catalizzò a causa della Legge di Modernizzazione Agricola nell'anno 1992, che permise di elevare i limiti esistenti di proprietà della terra, dando luogo ad enormi piantagioni concentrate, nel Bajo Aguan, in mano a proprietari terrieri come Miguel Facussé, Reynaldo Canales e René Morales Carazo.
Invece di rispondere a questa situazione di violazioni gravi e sistematiche dei diritti economici, sociali e culturali della popolazione, l’attuale governo ha avviato l'operazione congiunta Xatruch II, che dalla metà di agosto ha dispiegato nella zona circa 1000 effettivi, tra esercito e polizia, della Forza Navale e del Battaglione di Fanteria con sede nell’Aguan. Ha iniziato l'Operativo Lampo a partire da novembre 2011, con la giustificazione di "diminuire l'ondata di omicidi e sequestri nel paese".
In tale contesto emergono nella zona gravi ed allarmanti denunce, che segnalano la partecipazione di agenti dell'Operazione Xatruch II nelle torture di contadini; l'assistenza all'esercito e alle guardie private dei latifondisti da parte di marines nordamericani e paramilitari colombiani; la presenza di paramilitari messicani legati al narcotraffico, noti come “los zetas”.
Ironicamente, mentre la morte ed il terrore continuano a percorrere i campi del Bajo Aguan, il regime criminalizza la lotta contadina ed accresce la militarizzazione del territorio, il suo titolare Porfirio Lobo assicura che si sta progredendo nel processo di pacificazione e riconciliazione del paese, ottenendo così che l'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ed altre istanze internazionali riammettano lo Stato dell’Honduras come membro attivo con pieni diritti. Allo stesso modo approvano a briglia sciolta piani ambiziosi d’investimento, indebitamento ed occupazione territoriale del paese, allo scopo di rendere più penetranti saccheggio e depredazione. Lungi dal conseguire quella pacificazione e riconciliazione, il popolo honduregno patisce i contraccolpi di un sistema collassato.
La Polizia Nazionale, che ha la responsabilità di proteggere la popolazione dai criminali, viene scossa dalla crisi più profonda della sua storia, segnalata per la sua incapacità di perseguire il reato ed i delinquenti, le sue violazioni dei diritti umani, la collusione di molti dei suoi membri col traffico di droga, col crimine organizzato, coi delitti su commissione.
Invece di porre fine ai crimini, che si moltiplicano ogni anno per mille - e che pongono l’Honduras come uno dei paesi più violenti del mondo secondo lo Studio Globale sugli Omicidi (2011) dell'Ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga ed il Crimine (UNODC) - la polizia honduregna attacca senza pietà la popolazione; tra le sue vittime principali i contadini del Bajo Aguan, data la loro tenacia nella lotta per la terra.
Risposte scriteriate
In questo panorama, le risposte della comunità internazionale tendono più ad aggravare i conflitti che a risolverli. Oltre alla piena riammissione dell'Honduras nell'Organizzazione degli Stati Americani, ignorando l'ondata repressiva scatenata e la mancanza di difesa giuridica, derivanti dal collasso del sistema giudiziario e dall'impunità regnante, gli USA hanno palesemente incrementato la loro presenza, l’addestramento e le spese militari nel paese, aprendo perfino tre nuove basi militari nel periodo successivo al golpe del 2009.
A partire da giugno di quest’anno e col concorso della Banca Interamericana di Sviluppo (BID), della Banca Mondiale, degli USA e di altri, con la scusa di una nuova Iniziativa Regionale Centroamericana di Sicurezza, che si suppone volta a combattere meglio il narcotraffico ed altre forme di crimine organizzato, si sta consolidando un forte supporto ed approvvigionamento proprio ai settori che maggiormente vi sono implicati. Questa nuova multinazionalizzazione di un concetto assai speciale di sicurezza, sempre sotto il dominio USA, ha già molti precedenti nel paese e nella regione, vedasi il "capitolo sicurezza" annesso al NAFTA, i cui risultati in Messico sono evidenti.
E nemmeno se ne possono ignorare i legami con le politiche d’investimento, indebitamento e controllo del territorio nel Bajo Aguan e nelle zone costiere Garífuna, oltre ad altre zone dell’Honduras: cercano d’imporre i loro progetti di saccheggio ridipinti come "energia rinnovabile", " rimboschimento ecologico" e "turismo sostenibile", passando sopra la resistenza delle popolazioni che vedono le proprie possibilità di vita sempre più violentate.

Le nostre richieste
Per le suddette ragioni:
- Ci rivolgiamo ai presidenti e presidentesse latinoamericani e caraibici, tra cui coloro che hanno approvato il reingresso dell’Honduras all'OEA, per chiedere che i loro governi si rendano presenti nel Bajo Aguan, designando un rappresentante delle loro ambasciate a recarsi nella regione, a compiere gli sforzi necessari per fermare la sistematica aggressione ed assassinio contro uomini e donne contadine. Chiediamo di sospendere ogni aiuto finanziario al governo, specialmente se destinato alle Segreterie della Difesa e della Sicurezza Pubblica. Chiediamo di sospendere ogni cooperazione internazionale diretta a rafforzare l'Esercito e la Polizia Nazionale e a sostenere l'intervento straniero, sia in qualità di prestito che di donazione.
- Ci rivolgiamo all'Organizzazione degli Stati Americani, per chiedere che proceda con urgenza a nominare una Commissione di Verifica della situazione del Bajo Aguan, con l’appoggio della Commissione Interamericana di Diritti Umani (CIDH).
- Ci rivolgiamo all'Organizzazione delle Nazioni Unite, per sollecitare l’invio di Relatori Speciali nel paese per constatare le denunce delle popolazioni colpite sul luogo dei fatti.
- Ci rivolgiamo alle Istituzioni Finanziarie Internazionali, agli investitori e cosiddetti "donatori" internazionali, affinché sospendano ogni operazione che danneggia la regione, finché necessità e legittimità ne siano comprovate secondo la prospettiva dei diritti delle comunità colpite.
- Ci rivolgiamo alle autorità honduregne, per esigere il rispetto degli impegni assunti di fronte alla comunità internazionale di:
1) Tutelare i diritti umani: fornendo protezione alle persone e comunità a rischio; investigando e sanzionando i crimini commessi e punendo i responsabili; smettendo di criminalizzare i movimenti contadini e garantire l'impunità ai grandi proprietari terrieri.
2) Progredire, come Stato, nella soluzione della grave problematica agraria che colpisce i contadini honduregni: cessando gli sgomberi forzati; garantendo il diritto alla terra, all'educazione, alla salute, all'abitazione dei contadini e contadine organizzate; impedendo l'avanzamento del settore agroindustriale al di sopra della sovranità alimentare, così come la concessione e consegna del territorio e del patrimonio naturale senza l'obbligatoria consultazione previa ed informata dei danneggiati.
3) Smilitarizzazione della regione: sospendere gli operativi militari; mettere fine alla presenza militare straniera.
- Per concludere, ci rivolgiamo ai popoli del continente, affinché stiano all'erta riguardo alla situazione di grave pericolo presente in Honduras e specialmente nella zona del Bajo Aguan, affinchè attivino la solidarietà, condividendo le varie iniziative delle organizzazioni popolari della regione, come l'Osservatorio Internazionale dei Diritti Umani per l’Aguan e le brigate di solidarietà.
È urgente bloccare il massacro nel Bajo Aguan!

Prime firme: Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel della Pace - Nora Cortiñas, Madre di Plaza de Mayo Linea Fondatrice - Jubileo Sur/Américas - Convergenza di Movimenti dei Popoli delle Americhe (COMPA) - Espacio Refundacional-Honduras - Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) - Organizzazione Fraterna Nera dell’Honduras (OFRANEH) - Rights Action/Diritti in Azione - Collettivo Italia- Centroamerica (CICA) - Equipo de Educación Popular Pañuelos en Rebeldía de Argentina

domenica 27 novembre 2011

[bsa emergenza alluvione] report 27 novembre: al via i lavori nelle frazioni e le prime lotte politiche


Brugnato, 26/11/11  
Le strade per le frazioni di Brugnato sono state liberate dai detriti e dalle frane soltanto da pochi giorni.
La Brigata ha organizzato gruppi operativi a Cassana e Casale di Pignone.
Entrambe le zone si presentano ancora come nei giorni dell’emergenza, molte abitazioni sono ancora senza corrente e acqua. Ad eccezione dell’Associazione degli Alpini volontari non troviamo nessuno ad aiutare la popolazione.
La montagna appare devastata, smottamenti ancora incombenti e vaste zone che sembrano franabili.
Sia a Cassana che a Casale molte famiglie hanno lasciato momentaneamente le loro abitazioni, tranne gli anziani che ci chiedono aiuto.
Raccogliendo testimonianze e documentazione fotografica, si è ricostruito la dinamica della devastazione: l’imponente precipitazione e l’incuria dei boschi, hanno causato due successive onde di piena che hanno trovato come ostacolo Il ponte al centro del paese ( Casale) trascinando alberi, tronchi e detriti, i quali hanno ostruito il naturale deflusso delle acque. L’inondazione del fiume ha invaso il paese, raggiungendo i primi piani delle case.
 A differenza di tutte le alluvioni che ci sono state nel corso degli anni, quest’ultima è stata aggravata dalla mal gestione delle zone boschive.  
Ad un mese dall’evento, la popolazione di Brugnato e frazioni, ha organizzato una partecipata fiaccolata in ricordo delle vittime, alla presenza delle autorità. Abbiamo affiancato la popolazione sull’iniziativa, anche in virtù del fatto che alcuni proponevano un invasione del casello autostradale, per rendere pubblico il disagio ancora presente.
Restiamo sconvolti inoltre, come molti cittadini, dalla notizia del via libera delle autorità ad un mega outlet da costruire nei pressi di Brugnato: è chiaro a tutti che nemmeno una tragedia come questa riesca ad arrestare la furiosa marcia della cementificazione e del profitto a tutti i costi. Non mancheremo di lottare anche per questo, ribadendo il valore della vita, della salute e dell'ambiente contro la mera e disumana accumulazione di denaro.
Il lavoro di documentazione invece prosegue con le riprese e le interviste di Tommy  e Paolo, i quali hanno potuto relazionarsi con le persone da noi contattate e che si sono rese disponibili. Riteniamo fondamentale divulgare le immagini ancora impressionanti, nonostante sia passato un mese dall’alluvione.
La divulgazione di volantini in cui scrivere notizie su di noi, e divulgare i nostri numeri di riferimento, diventa essenziale per radicare la Brigata sul territorio e far conoscere la nostra prospettiva di lavoro sociale.


Creare conflitto e coscienza di classe. La solidarietà attiva funziona lavorando soprattutto se si riesce a essere coordinati

giovedì 24 novembre 2011

[bsa emergenza alluvione] report 22-11

Report Brugnato 22 novembre 2011
Dopo giorni di lavoro intensi e dopo aver assistito alla progressiva scomparsa dell’apparato burocratico-logistico messo in piedi (prociv e quant’altri..) abbiamo tralasciato di aggiornarvi per alcuni giorni per potervi dare un resoconto, non solo dei lavori che come Brigata Emergenza Alluvione stiamo portando avanti fin dall’inizio, ma per poter spiegare a questo punto l’evoluzione della situazione.
Inutile dire che i volontari che da tutta Italia si sono alternati e che continuano a farlo, hanno continuato ad essere operativi e a disposizione delle famiglie. La gente del luogo ormai riconosce il nostro lavoro e ci contatta non solo dalle frazioni vicine a Brugnato, ma anche a distanza di km. Uniti ed autorganizzati in un passaparola che continua, con il risultato che tutti i giorni, tramite i diversi contatti stabiliti con la popolazione, si riesce ad arrivare dove i lavori della Protezione Civile si sono interrotti o non sono ancora iniziati.
C'è anche un'importante novità logistica per la Brigata Emergenza Alluvione, un motivo in più per dirci soddisfatti, che testimonia il forte rapporto che siamo riusciti a costruire con la popolazione. Finita oggi (mercoledi) la nostra necessaria permanenza al campo per volontari allestito dalla Croce Rossa, abbiamo avuto la possibilità, da abitati del luogo, di spostare la nostra postazione operativa in una grande abitazione privata di una persona che ci ha accolto con la massima disponibilità. Abbiamo la possibilità di alloggiare in 18 volontari, in una baita con riscaldamento,docce e la cucina gestita da chi ci ospita, dove possiamo pranzare e cenare con tutti i confort di un'ospitalità fatta da chi ci vuole non solo ringraziare, ma anche rendersi partecipe del nostro intervento. L'abitazione è a disposizione di tutti i volontari che si uniranno nei prossimi giorni, e vi invitiamo a continuare nello sforzo a sostegno della gente della Val di Vara

Abbiamo davanti ancora settimane di duri lavori ed esperienza a contatto diretto con la popolazione. Mentre tutti ormai si sono già dimenticati della Val di Vara, noi rimaniamo a fianco della gente. E' importante mantenere alta la disponibilità, impegniamoci tutti nello sforzo di essere presenti al lavoro tra la gente, coordinandoci con loro ed ascoltando le reali necessità e problematiche. Purtroppo questo territorio è stato colpito in maniera davvero dura e il lavoro di messa in sicurezza durerà a lungo. Il nostro impegno sul campo non finisce con il lavoro di pala e piccone, ma saremo capaci di essere attivi anche nei prossimi mesi per far emergere, insieme agli abitanti, le contraddizioni e le speculazioni che hanno creato le condizioni per il verificarsi di questo disastro.
AVANTI BRIGATE!!!
BSA Emergenza Alluvione
Brugnato 22-11-2011

giovedì 10 novembre 2011

CHIAMATA AI VOLONTARI INTERESSATI / E

Prosegue il nostro lavoro al fianco della popolazione colpita dall'alluvione a Brugnato,siamo sul posto con una tenda a disposizione da 14 posti,quindi per coordinarsi,dobbiamo essere più collaborativi possibile,chi volesse dare una mano e venire sul posto,deve contattare:

LUCA 3280394099
ILARIA 3925031337 o brigatatoscana@autistici.org

Dare il vostro nome,cognome,tempo di permanenza,se auto muniti o no ed il vostro cellulare,dopo di che attendere la telefonata di conferma!
A presto

mercoledì 9 novembre 2011

[bsa emergenza alluvione] continua il nostro lavoro a fianco delle popolazioni alluvionate


Martedi 8 Brugnato

La Salt s.p.a, societa che gestisce le autostrade della zona, da oggi ha iniziato a far pagare il pedaggio anche a volontari e residenti, nonostante l'autostrada sia tuttora l'unica via di accesso a Borghetto e Brugnato. Sembra esista un rimborso per i soli residenti (quindi non per i volontari) , solo dopo aver raggiunto venti ricevute. Condanniamo fermamente il comportamento della Salt s.p.a che decide di speculare anche in situazioni di crisi ed emergenza come questa.

Il nostro lavoro in aiuto alle popolazioni alluvionate continua a Brugnato, paese duramente colpito dall'esondazione del fiume Vara.
Alcuni di noi oggi hanno hanno iniziato a operare in una fabbrica di lavorazione del marmo: c'erano all'opera anche gli stessi dipendenti, intenzionati a pulire tutto il prima possibile e far riprendere la produzione per la paura che la fabbrica non riesca piu' a ripartire. Questo ci ha permesso di entrare in contatto con i lavoratori e condividere con loro le rispettive esperienze di vita precaria.

I cittadini lamentano che i pochi venditori di pale e cariole abbiano aumentato spropositatamente i prezzi dando vita a un vero e proprio sciacallaggio: proveremo a verificare queste voci e a denunciare la situazione.

Mercoledi' 9

In stretto e diretto contatto con la popolazione locale oggi siamo stati impegnati per la gran parte della giornata nei lavori di pulizia. Giriamo per le strade chiedendo ai residenti se necessitano di aiuto e alcuno di loro ci fermano spontaneamente per chiederci una mano. Molti di loro lamentano una scarsa organizzazione della Prociv e dei Vigili del fuoco, i quali danno spesso informazioni contraddittorie e si rimpallano le responsabilita'.
Anche oggi abbiamo la conferma che stare a diretto contatto con le persone aiuta ad essere piu efficaci nel nostro intervento.

BSA Emergenza Alluvione