terremoto, portavamo dei beni di prima necessità a una famiglia piegata dal terremoto ma
,ancora prima, dalla disoccupazione,
C'è un gran movimento, ai bordi delle strade cataste di mobilia da buttare.
Tante divise della protezione civile, ma quello che colpisce è la solidarietà umana e l'attivismo diretto degli alluvionati stessi, i gruppi di amici e vicini che si sostengono a vicenda.
L'acqua è defluita già da qualche giorno, si puliscono i pavimenti e rimane allagata solo qualche cantina. Al coc (centro operativo comunale) ci dicono che l'organizzazione dei volontari è appena cominciata e che siccome noi non siamo accreditati Protezione Civile non possiamo ricevere la lista degli interventi. Ci fanno però capire che di volontari c'è bisogno e ci consigliano di girare di casa in casa a chiedere. Cosa che facciamo puntualmente, perchè è l'unica maniera di sapere davvero dove c'è bisogno di aiuto. La segretaria del coc di avvisa anche che la maggior parte della gente non si è nemmeno presentata a chiedere aiuto, a parte quelle situazioni in cui occorrono strumenti particolari come le idrovore o i ragni per caricare i detriti.
Decidiamo, prima di metterci a spalare, di fare un giro anche a Bomporto e dintorni, altra zona duramente colpita dall'alluvione, così ci smistiamo in squadre.
Notiamo subito che le strade sono piene zeppe di inutili posti di blocco: sono presidiate anche strade perfettamente agibili. Ci dicono che son blocchi per evitare che nei paesi alluvionati passino anche non residenti, ma ci basta dire che siamo volontari per poter andare praticamente quasi ovunque.
C'è un gran movimento, ai bordi delle strade cataste di mobilia da buttare.
Tante divise della protezione civile, ma quello che colpisce è la solidarietà umana e l'attivismo diretto degli alluvionati stessi, i gruppi di amici e vicini che si sostengono a vicenda.
L'acqua è defluita già da qualche giorno, si puliscono i pavimenti e rimane allagata solo qualche cantina. Al coc (centro operativo comunale) ci dicono che l'organizzazione dei volontari è appena cominciata e che siccome noi non siamo accreditati Protezione Civile non possiamo ricevere la lista degli interventi. Ci fanno però capire che di volontari c'è bisogno e ci consigliano di girare di casa in casa a chiedere. Cosa che facciamo puntualmente, perchè è l'unica maniera di sapere davvero dove c'è bisogno di aiuto. La segretaria del coc di avvisa anche che la maggior parte della gente non si è nemmeno presentata a chiedere aiuto, a parte quelle situazioni in cui occorrono strumenti particolari come le idrovore o i ragni per caricare i detriti.
Decidiamo, prima di metterci a spalare, di fare un giro anche a Bomporto e dintorni, altra zona duramente colpita dall'alluvione, così ci smistiamo in squadre.
Notiamo subito che le strade sono piene zeppe di inutili posti di blocco: sono presidiate anche strade perfettamente agibili. Ci dicono che son blocchi per evitare che nei paesi alluvionati passino anche non residenti, ma ci basta dire che siamo volontari per poter andare praticamente quasi ovunque.



