venerdì 10 agosto 2012
martedì 7 agosto 2012
[BSA CAVEZZO] Solidarietà e Autorganizzazione - Bollettino dal Sisma - n°1
Lunedì 6 Agosto 2012
E' stata una settimana intensa quella appena passata.
E' iniziata lunedì scorso con l'uscita ufficiale delle zone terremotate dal periodo di emergenza. Il 29 Luglio, a sessanta giorni dall'ultima scossa, finisce l'emergenza e tutto passa ad una nuova fase.
Qui a Cavezzo i servizi della Protezione Civile si restringono ai soli residenti, attraverso il meccanismo delle tessere. Il Campo Abruzzo ospita circa 220 persone, famiglie o singoli, chi con la casa inagibile, chi rimasto senza lavoro, chi in particolari situazioni di difficoltà. L'amministrazione di Cavezzo da subito ha gestito l'emergenza in modo da lasciare spazio all'associazionismo e al volontariato civile: le associazioni fanno animazione per bambini dentro il campo, il market comunale gestito da cavezzesi distribuisce alimentari, generi di prima necessità e vestiti, mentre a ridosso del campo vengono organizzati piccoli eventi serali.
Da oggi a ridosso del campo ci siamo anche noi, in collaborazione con i cavezzesi del market comunale e con un nostro punto d'ascolto. L'idea è che la complessità della situazione e del tipo di intervento debba richiedere metodi di gestione flessibili seppur chiari, che siano in grado di adattarsi all'umanità e all'eterogeneità degli specifici casi che di volta in volta si presentano.I criteri della tessera stabiliscono categorie di aventi diritto che possono allargarsi o restringersi ma restano a volte troppo rigide. Il punto d'ascolto ha proprio la funzione di stabilire un dialogo con le persone per considerarne la condizione a 360 gradi. Proviamo a rispondere alle domande più frequenti: Ho perso il lavoro, avrò la cassa integrazione? Come funzionano le verifiche di agibilità delle case? Come si affronta la paura?. Proviamo a mettere a disposizione uno spazio dove anche semplicemente sfogarsi, rievocare i momenti del terremoto, raccontarsi e farsi raccontare. Il terremoto ha sparigliato le carte, aprendo anche a nuovi spazi di socialità che crediamo di enorme valore.
LA TERRA TREMA? RESTIAMO INSIEME!
Già da una settimana ogni giorno le nostre attività possono contare anche sull'aiuto di un energico gruppo di ragazzi del posto. Giovani, con tanta voglia di fare, passano spesso tutta la giornata al campo base delle BSA, in via Cavour 49. Chi dà una mano a sistemare il magazzino per le staffette, chi ci aiuta ad organizzare il nuovo spazio per i bambini, i ragazzi sono ormai perfettamente inseriti nella gestione del campo. Le nostre assemblee grazie a loro sembrano più complete, sono sicuramente più entusiasmanti!
Lo spazio bimbi rientra nella serie di attività che vogliamo continuare o avviare perchè la popolazione possa trovare qui un luogo dove incontrarsi, riposarsi, socializzare, dove parlare dei problemi ma anche farsi due risate, dove divertirsi e mettersi in gioco, anche costruendo insieme a noi le iniziative di solidarietà dell'intervento stesso.
Vogliamo invitare tutti quelli che ci hanno conosciuto in questi due mesi a mangiare di nuovo con noi venerdì 10 alla cena TUTTI NELLA STESSA PASTA!, perchè la socialità passa anche dalla tavola!
Vogliamo anche continuare a stare accanto alla popolazione, indipendentemente dal terremoto. Le distribuzioni di materiali, le staffette e gli sportelli ci hanno reso evidente come quest'emergenza sia andata ad aggravare una condizione di precarietà preesistente, dovuta alla crisi e alle difficoltà economiche. Per questo da oggi sarà aperto qui da noi lo SPORTELLO ANTICRISI, per valutare insieme come affrontare le difficoltà. Lo sportello potrà godere del supporto di sindacalisti, avvocati, associazioni di categoria che sosterranno i nostri volontari garantendo informazione e assistenza sui temi di casa, lavoro, sussisitenza economica e supporto legale.
Gli amici di Emergency, con cui più volte abbiamo collaborato nelle ultime settimane, sono invece una grande risorsa sul piano sanitario: grazie a loro abbiamo seguito il caso di alcuni migranti ospiti dell'altro centro accoglienza presente a Cavezzo, il Palaverde.
MULTICULTURALITA' NON FA RIMA CON FORZE DELL'ORDINE
Al punto di distribuzione erano venuti spesso. Soprattutto uomini, marocchini, tunisini, migranti ospiti del Palaverde. Un grosso padiglione con centinaia di brandine ospita la zona dormitorio, fuori una zona mensa e degli spazi comuni, il tutto gestito dalla Protezione Civile. Con alcuni siamo diventati amici, molti ci raccontano le loro storie di vita, molti ci spiegano cosa vuol dire subire il terremoto per chi viene da altri paesi. Le barriere linguistiche, le condizioni di precarietà legate al permesso di soggiorno, le differenze culturali che a volte assumono grande rilevanza, come durante il Ramadan, sono tutti elementi che si sommano alle dinamiche di "convivenza forzata" e riorganizzazione della comunità che l'emergenza comporta. Il dialogo con l'amministrazione su questo è stato proficuo: l'incontro tra l'utenza che si rivolgeva al nostro campo e i servizi messi a disposizione dal comune è stato garante di una buona gestione del centro rispetto alla tutela delle usanze culturali e alla fase di chiusura che lo interesserà a breve.
In questo contesto ci ha spiacevolmente colpito l'episodio di Giovedì sera, causato dall'intervento dei Carabinieri davanti al Campo Abruzzo. Nonostante gli accordi che intercorrevano tra l'assessorato alle politiche sociali, i volontari delle BSA e gli operatori di Emergency, le forze dell'ordine hanno ritenuto opportuno invitare alcuni ragazzi migranti a smontare le loro tende dal sito che era stato individuato come più opportuno per loro. Fermandosi sul "eseguire gli ordini" si perde talvolta quella sensibilità che sola basterebbe a risolvere tanti problemi. Siamo felici di essere stati immediatamente chiamati dai ragazzi e di essere stati al loro fianco fino a notte inoltrata, per garantire che l'episodio si concludesse con un tetto sopra la testa per tutti. Pensiamo che la multiculturalità sia una risorsa e non una minaccia! Pensiamo che in un territorio come quello emiliano, che storicamente si è tanto battuto per la libertà, la solidarietà e l'uguaglianza sociale, la diffidenza e l'intolleranza nei confronti delle differenze siano da arginare e non certo da incentivare.
Anche per questo lo striscione appeso nel nostro campo si conclude con la frase "La Solidarietà è per Tutti". Una frase che ci ricorda un motto, tra i più apprezzati delle BSA: UNITI SIAMO TUTTO, DIVISI SIAM CANAGLIA.
Noi ci siamo. E voi?
E' stata una settimana intensa quella appena passata.E' iniziata lunedì scorso con l'uscita ufficiale delle zone terremotate dal periodo di emergenza. Il 29 Luglio, a sessanta giorni dall'ultima scossa, finisce l'emergenza e tutto passa ad una nuova fase.
Qui a Cavezzo i servizi della Protezione Civile si restringono ai soli residenti, attraverso il meccanismo delle tessere. Il Campo Abruzzo ospita circa 220 persone, famiglie o singoli, chi con la casa inagibile, chi rimasto senza lavoro, chi in particolari situazioni di difficoltà. L'amministrazione di Cavezzo da subito ha gestito l'emergenza in modo da lasciare spazio all'associazionismo e al volontariato civile: le associazioni fanno animazione per bambini dentro il campo, il market comunale gestito da cavezzesi distribuisce alimentari, generi di prima necessità e vestiti, mentre a ridosso del campo vengono organizzati piccoli eventi serali.
Da oggi a ridosso del campo ci siamo anche noi, in collaborazione con i cavezzesi del market comunale e con un nostro punto d'ascolto. L'idea è che la complessità della situazione e del tipo di intervento debba richiedere metodi di gestione flessibili seppur chiari, che siano in grado di adattarsi all'umanità e all'eterogeneità degli specifici casi che di volta in volta si presentano.I criteri della tessera stabiliscono categorie di aventi diritto che possono allargarsi o restringersi ma restano a volte troppo rigide. Il punto d'ascolto ha proprio la funzione di stabilire un dialogo con le persone per considerarne la condizione a 360 gradi. Proviamo a rispondere alle domande più frequenti: Ho perso il lavoro, avrò la cassa integrazione? Come funzionano le verifiche di agibilità delle case? Come si affronta la paura?. Proviamo a mettere a disposizione uno spazio dove anche semplicemente sfogarsi, rievocare i momenti del terremoto, raccontarsi e farsi raccontare. Il terremoto ha sparigliato le carte, aprendo anche a nuovi spazi di socialità che crediamo di enorme valore.
LA TERRA TREMA? RESTIAMO INSIEME!
Già da una settimana ogni giorno le nostre attività possono contare anche sull'aiuto di un energico gruppo di ragazzi del posto. Giovani, con tanta voglia di fare, passano spesso tutta la giornata al campo base delle BSA, in via Cavour 49. Chi dà una mano a sistemare il magazzino per le staffette, chi ci aiuta ad organizzare il nuovo spazio per i bambini, i ragazzi sono ormai perfettamente inseriti nella gestione del campo. Le nostre assemblee grazie a loro sembrano più complete, sono sicuramente più entusiasmanti!
Lo spazio bimbi rientra nella serie di attività che vogliamo continuare o avviare perchè la popolazione possa trovare qui un luogo dove incontrarsi, riposarsi, socializzare, dove parlare dei problemi ma anche farsi due risate, dove divertirsi e mettersi in gioco, anche costruendo insieme a noi le iniziative di solidarietà dell'intervento stesso.
Vogliamo invitare tutti quelli che ci hanno conosciuto in questi due mesi a mangiare di nuovo con noi venerdì 10 alla cena TUTTI NELLA STESSA PASTA!, perchè la socialità passa anche dalla tavola!
Vogliamo anche continuare a stare accanto alla popolazione, indipendentemente dal terremoto. Le distribuzioni di materiali, le staffette e gli sportelli ci hanno reso evidente come quest'emergenza sia andata ad aggravare una condizione di precarietà preesistente, dovuta alla crisi e alle difficoltà economiche. Per questo da oggi sarà aperto qui da noi lo SPORTELLO ANTICRISI, per valutare insieme come affrontare le difficoltà. Lo sportello potrà godere del supporto di sindacalisti, avvocati, associazioni di categoria che sosterranno i nostri volontari garantendo informazione e assistenza sui temi di casa, lavoro, sussisitenza economica e supporto legale.
Gli amici di Emergency, con cui più volte abbiamo collaborato nelle ultime settimane, sono invece una grande risorsa sul piano sanitario: grazie a loro abbiamo seguito il caso di alcuni migranti ospiti dell'altro centro accoglienza presente a Cavezzo, il Palaverde.
MULTICULTURALITA' NON FA RIMA CON FORZE DELL'ORDINE
Al punto di distribuzione erano venuti spesso. Soprattutto uomini, marocchini, tunisini, migranti ospiti del Palaverde. Un grosso padiglione con centinaia di brandine ospita la zona dormitorio, fuori una zona mensa e degli spazi comuni, il tutto gestito dalla Protezione Civile. Con alcuni siamo diventati amici, molti ci raccontano le loro storie di vita, molti ci spiegano cosa vuol dire subire il terremoto per chi viene da altri paesi. Le barriere linguistiche, le condizioni di precarietà legate al permesso di soggiorno, le differenze culturali che a volte assumono grande rilevanza, come durante il Ramadan, sono tutti elementi che si sommano alle dinamiche di "convivenza forzata" e riorganizzazione della comunità che l'emergenza comporta. Il dialogo con l'amministrazione su questo è stato proficuo: l'incontro tra l'utenza che si rivolgeva al nostro campo e i servizi messi a disposizione dal comune è stato garante di una buona gestione del centro rispetto alla tutela delle usanze culturali e alla fase di chiusura che lo interesserà a breve.
In questo contesto ci ha spiacevolmente colpito l'episodio di Giovedì sera, causato dall'intervento dei Carabinieri davanti al Campo Abruzzo. Nonostante gli accordi che intercorrevano tra l'assessorato alle politiche sociali, i volontari delle BSA e gli operatori di Emergency, le forze dell'ordine hanno ritenuto opportuno invitare alcuni ragazzi migranti a smontare le loro tende dal sito che era stato individuato come più opportuno per loro. Fermandosi sul "eseguire gli ordini" si perde talvolta quella sensibilità che sola basterebbe a risolvere tanti problemi. Siamo felici di essere stati immediatamente chiamati dai ragazzi e di essere stati al loro fianco fino a notte inoltrata, per garantire che l'episodio si concludesse con un tetto sopra la testa per tutti. Pensiamo che la multiculturalità sia una risorsa e non una minaccia! Pensiamo che in un territorio come quello emiliano, che storicamente si è tanto battuto per la libertà, la solidarietà e l'uguaglianza sociale, la diffidenza e l'intolleranza nei confronti delle differenze siano da arginare e non certo da incentivare.
Anche per questo lo striscione appeso nel nostro campo si conclude con la frase "La Solidarietà è per Tutti". Una frase che ci ricorda un motto, tra i più apprezzati delle BSA: UNITI SIAMO TUTTO, DIVISI SIAM CANAGLIA.
Noi ci siamo. E voi?
lunedì 6 agosto 2012
[BSA NAZIONALE] ciao Emile..
Nell'entusiasmo e nella soddisfazione
che si creano lavorando fianco a fianco, finisce che persone che
neppure si conoscono costruiscano un gruppo. Nei giorni in cui si
interviene insieme, sembra che quel gruppo non debba sciogliersi mai.
Durante l'intervento in Liguria, ficcati nel fango fino alla cintura,
abbiamo conosciuto un gruppo di Giovani Comunisti di Parma. Tra
questi Emile, appena vent'anni (primo a destra nella foto).
Quel gruppo s'è sciolto in maniera irreversibile, perchè Emile, oggi non c'è più.
E' stato un immenso piacere conoscerti, è stato un immenso piacere averti accanto per giorni, gomito a gomito.
Che la terra ti sia lieve
Quel gruppo s'è sciolto in maniera irreversibile, perchè Emile, oggi non c'è più.
E' stato un immenso piacere conoscerti, è stato un immenso piacere averti accanto per giorni, gomito a gomito.
Che la terra ti sia lieve
I Compagni delle Brigate di solidarietà
attiva
sabato 4 agosto 2012
Diario da Cavezzo - Metti una sera a cena...
È stato un successo. Un vero e proprio successo. Mica
potevamo esserne sicuri, a dire il vero. E sinceramente alcuni tra noi sino
all’ultimo guardavano freneticamente l’orologio chiedendosi “ma arriveranno?”.
E poi…e poi sono arrivati. Prima una coppia giovane col
passeggino. Poi due ragazzi magrebini. Poi una signora anziana, e via via un
sacco di altri, famiglie, ragazzi giovani, persone di una certa età. Moltissimi
di Cavezzo, alcuni anche da paesi limitrofi (oltre, ovviamente, ad una nutrita
delegazione dal “campo gemello” della Libera Repubblica di Fossoli).
Era un esperimento ed è riuscito meglio di quanto si poteva
sperare.
Cento? Centocinquanta? Di preciso non lo sappiamo ma le
persone che ieri sera hanno voluto cenare con noi al Campo di Cavezzo delle
Brigate della Solidarietà Attiva erano veramente tante.
Noi c’eravamo preparati al solito modo, tanta inventiva, un
pizzico d’organizzazione preventiva e tanta buona volontà nell’improvvisare sul
momento!
Volevamo stare un po’ assieme alle persone che avevamo
incontrato in questa settimana, i tanti che s’erano rivolti al punto d’ascolto,
allo spaccio popolare o raggiunti dalle staffette che battono palmo a palmo il
territorio tutti i giorni.
Persone di ogni tipo, vecchi cavezzesi da generazioni piuttosto
che migranti arrivati da poco, ragazzi giovanissimi e tante famiglie.
Sono venuti tutti, molti portando con sé un dolce, una
bottiglia di vino, un piatto fatto in casa.
Due lunghe tavolate imbandite in cui le pizze di Omar e
Daniele (due dei tanti ragazzi di Cavezzo che ormai sono al campo ogni giorno a
lavorare coi volontari Bsa giunti da tutta Italia) erano il piatto forte, anche
grazie ad un bellissimo forno elettrico prestato da un operatore della zona.
Perché la solidarietà è semplicemente questo: stare assieme,
mettendo in comune quanto possibile, per affrontare uniti i problemi che ci
sono. Tutto qui, semplice quanto raro da trovare.
Oggi il campo ha ripreso a funzionare come i giorni scorsi,
solo con un po’ più di fatica a mettersi in moto al mattino (causa orario un
bel po’ prolungato rispetto al solito nella serata di ieri) ma con un bel po’
di energia e fiducia in più dopo quest’ennesima bella esperienza.
Domani è un altro giorno e vedremo cosa ci riserverà, certo
il cammino fatto sin’ora fa ben sperare e alcuni piccoli gesti hanno un sapore
particolare. Un signore anziano, che da tempo viene a trovarci, ieri s’è
presentato con un oggettino piccolo ma prezioso. Una cornice tonda, che sta nel
palmo della mano, con dentro un’incisione dei fratelli Cervi. Ha detto “…questa
immagine m’ha accompagnato nel corso della vita, ora la consegno a voi!”
Pelle d’oca ieri sera quando l’ha detto e di nuovo ora
solamente a scriverlo.
A domani.
galleria fotografica
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[BSA TUSCIA] anche la Brigata Tuscia si mobilita per il terremoto in Emilia
Anche dalla Tuscia
continuano gli aiuti ai terremotati in Emilia Romagna. Dopo la
mobilitazione di “Tuscia Solidale” che ha raccolto una grossa
quantità di generi alimentari, la solidarietà nella Tuscia continua
. Oltre a grandi quantità di generi alimentari e prodotti di prima
necessità ,dal nostro territorio si sono mobilitati, in prima linea,
molti volontari. Dal primo sisma del 20 maggio ad oggi si sono
avvicendati trenta tra ragazzi e ragazze provenienti da diverse
realtà territoriali e politiche, giunti nei campi gestiti dalla
Brigata di Solidarietà Attiva nella provincia modenese devastata dal
terremoto. I volontari si sono dislocati nella tendopoli autogestita
di Fossoli (Mo), dove sostengono la popolazione nell'autogestione del
campo, e nel campo base di Cavezzo, nel quale svolgono mansioni di
distribuzione e stoccaggio dei materiali. Particolarmente importante
il lavoro dei volontari nella creazione di punti di ascolto per la
gente del posto, fondamentale momento di incontro che si concretizza
nella risoluzione sia di problemi pratici che umani, quali : lavoro,
disagi psicologici legati al sisma, alla perdita della casa e delle
poche aspettative per il futuro. Dal campo base di Cavezzo ogni
giorno i volontari partono per le staffette che coprono un territorio
di circa 30-40 chilometri e il cui scopo è raggiungere e assistere
la popolazione organizzatasi autonomamente fuori dai campi della
Protezione Civile,popolazione alla quale non viene data assistenza
dalle istituzioni. Questo intervento permette ai volontari di essere
più vicini alla gente, e conoscere le reali problematiche del
territorio. Il dramma che emerge non è solo quello della casa
inagibile, ma soprattutto l'incertezza di una normalità che stenta a
tornare.
Il principio che anima il
lavoro dei volontari della Brigata di Solidarietà Attiva è il
rifiuto dell'assistenzialismo fine a se stesso, e mira invece ad una
partecipazione attiva delle persone colpite, nella gestione della
emergenza. Ciò emerge nel Campo autogestito di Fòssoli, dove da una
parte si stabiliscono nelle assemblee serali il lavoro per giorno
successivo, dall'altra i volontari sostengono la popolazione nella
pulizia e nella manutenzione del campo, nella gestione della mensa e
nello svolgimento delle attività ludiche per i bambini.
Auspicandoci che
l'emergenza finisca al più presto, la Brigata invita coloro che si
riconoscono nelle pratiche svolte, a sostenere la popolazione colpita
ricordando che l'emergenza nonostante l'attenzione mediatica sia
calata, è ancora alta.
Per informazioni : bsatuscia@gmail.com 338/3608704
Per informazioni : bsatuscia@gmail.com 338/3608704
Brigata di Solidarietà
Attiva della Tuscia
venerdì 3 agosto 2012
Campagna "Saluti dall'Emilia - Diario da Cavezzo"
L'attenzione mediatica in Emilia è scemata, lo
stato di emergenza decretato nel momento inmediatamente successivo al terremoto
il 29 luglio è venuto meno, al contrario sono ancora vive le problematicità e
le necessità delle popolazioni e del territorio.
Soprattutto in questa fase di transizione la
solidarietà non deve arrestarsi, ma vorremmo che fosse portata avanti in
sostegno di una terra scossa, ma non abbattuta, che vuole tornare a riprendere
in mano le fila della propria esistenza.
Per
questo apriamo la campagna Saluti dall'Emilia-Diario da Cavezzo, una narrazione
della quotidianità del territorio emiliano, dei suoi abitanti, dei percorsi di
solidarietà avviati sul territorio. Chiediamo quindi a tutti di replicare e
diffondere i racconti, attraverso i propri canali mediadici, al fine di
favorire la conoscenza dell'attuale situazione e accellerare e rendere
trasparente il processo che condurrà questi luoghi a nuova vita. La campagna
avrà cadenza quotidiana, i canali di diffusione sono il blog brigatesolidarietàattiva.blogspot.com
e la pagina facebook Intervento Terremoto 2012.
Le Volontarie e i Volontari del Campo Bsa di Cavezzo
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giovedì 2 agosto 2012
DIARIO DA CAVEZZO: LE FOTO
da: milanoinmovimento.com
(Foto)Diario da Cavezzo – Le immagini del campo della solidarietà!

Molto spesso chi porta aiuti chiede di fotografare ciò che scarica e dove. Non è una forma di vanità, semplicemente si tratta della volontà di dimostrare in modo trasparente a chi ha donato dei contributi come vengono investiti.
Scrivere da Cavezzo non è semplice. Il susseguirsi degli eventi è costante e incalzante, trovare il tempo (ancor più lo spazio mentale) per fare il punto della situazione sembra impossibile. Ci proveremo in ogni caso nei prossimi giorni, soprattutto per raccontare a questo punto non solo e non tanto cosa avviene al Campo delle Brigate della Solidarietà Attiva di Cavezzo, quanto piuttosto com’è la situazione delle popolazioni locali, cosa succede (o non succede) in questo momento in cui i riflettori dei media si sono spenti e sembrerebbe che tutto sia tornato normale. Cercheremo di farlo a più voci e soprattutto a partire dalle testimonianze dirette dei volontari presenti qui e dei tanti cittadini che raccontano la loro situazione e la loro esperienza.
Intanto proviamo a rendere l’idea della situazione attraverso alcune immagini.
(Foto di Veda Moneta)

Uno dei magazzini del campo di Cavezzo in cui vengono raccolti gli aiuti e i beni di prima necessità per la popolazioni colpite dal terremoto.

Il punto d’ascolto del campo. Le persone che si rivolgono ai volontari raccontano la loro storia, i loro bisogni, spesso per il solo bisogno di parlare con qualcuno, in ogni caso per poter meglio capire come esser loro d’aiuto.

Allo spaccio popolare i cittadini dei territori colpiti dal terremoto possono ricevere un aiuto in beni di prima necessità.

Tra i beni che è possibile trovare vi sono vestiti per adulti e bambini. Chi ha perso la casa ha perso anche tutto ciò che essa conteneva.
Pubblicato da Franz_MiM il 1 agosto 2012.on 2 agosto 2012.
Link originale:http://milanoinmovimento.com/categorie/emilia-cavezzo/fotodiario-da-cavezzo-le-immagini-del-campo-della-solidarieta
Link originale:http://milanoinmovimento.com/categorie/emilia-cavezzo/fotodiario-da-cavezzo-le-immagini-del-campo-della-solidarieta
ringraziamo come sempre i compagni di Milano in Movimento
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